pescara

Un aiuto per ricostruire il casotto della pineta D’Avalos

un-aiuto-per-ricostruire-il-casotto-della-pineta-d’avalos

la struttura distrutta dall’incendio, parte l’appello al comune 

PESCARA. Una piccola biblioteca con 50 libri, una settantina tra tavoli e sedie di legno e plastica, un frigorifero con 30 bottiglie di acqua minerale all’interno e persino i registri contabili, i…

di Cinzia Cordesco

PESCARA. Una piccola biblioteca con 50 libri, una settantina tra tavoli e sedie di legno e plastica, un frigorifero con 30 bottiglie di acqua minerale all’interno e persino i registri contabili, i mazzi di carte per il ramino, piccole somme di denaro e le angurie messe a rinfrescare che sarebbero serviti per la cocomerata domenicale.

Tutto incenerito insieme al casotto di legno che da 30 anni era la sede dell’associazione culturale “Asd La Pinetina”. Non c’è più nulla in quello spazio del comparto 4 di via Antonelli.

Il fuoco di domenica primo agosto ha cancellato anni di picnic intorno alla struttura molto frequentata dai pescaresi, famiglie con i figli che si radunavano nel parco giochi e nella distesa di verde antistante.

Il casotto inghiottito dalle fiamme è oggetto di una denuncia ai carabinieri, presentata il 26 agosto scorso alle 10.37, dal presidente dell’associazione, Raffaele Roio che ha inviato una lettera al sindaco Carlo Masci e indirizzata anche al presidente della Regione, Marco Marsilio, per chiedere «l’impegno alla creazione di premesse per la ripartenza di una realtà con un forte valore sociale e aggregativo». In pratica, sostegno e aiuto per la ricostruzione dell’immobile di 50 metri quadrati ridotto in polvere.

«La nostra sede è andata completamente distrutta» scrive Roio, ex ufficiale della polizia municipale pescarese, nella missiva a Masci, allegando il lungo elenco delle attrezzature divorate dal fuoco, che erano custodite all’interno del casotto di legno, «il circolo, che conta 60 iscritti, è stato per anni un forte punto di aggregazione sociale per molti pensionati che lo frequentavano per una partita a bocce, a carte o semplicemente per fare due chiacchiere». «Chiediamo alle autorità competenti», prosegue Roio, «che una realtà con un importante valore sociale possa continuare a vivere momenti di condivisione ricreativa e culturale. Per fare ciò occorre che le autorità si impegnino affinché sia promossa nuovamente la ripartenza di queste attività aggregative di vitale importanza per favorire il benessere psicofisico degli iscritti. Noi abbiamo tentato di salvare il circolo spegnendo il fuoco con la pompa dell’acqua».

Nell’elenco del materiale polverizzato c’è, inoltre, un televisore, una scala in legno, mobiletti, una bacheca con le foto ricordo di tanti momenti aggregativi dei frequentatori del circolo, due pensili di cucina, dieci vassoi portavivande, 16 mazzi di carte napoletane e per ramino, di cui 8 nuove; 30 piatti, altrettanti bicchieri e 60 posate, 35 euro in centesimi per le piccole spese, un condizionatore, 3 confezioni di liquido disinfettante, tre registri contabili e verbali dei soci, timbri e carteggi di trenta anni di attività.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: