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«Don Vittorio lascia un vuoto incolmabile» 

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Il sindaco Pupillo ricorda il sacerdote annegato lunedì: «La città gli deve tanto». Domani l’autopsia

LANCIANO. «Don Vittorio era un anziano-giovane, non soltanto nell’aspetto fisico, ma anche nel suo sacerdozio. Ha saputo armonizzarsi con i cambiamenti sociali in modo da essere sempre moderno, con un linguaggio sempre attuale, capace di rispondere alle esigenze di una missione sempre più difficile: quella di creare una comunità vera e piena di valori». Con queste parole il sindaco Mario Pupillo ricorda don Vittorio Lusi, morto lunedì a 83 anni mentre faceva un bagno al mare. Il sacerdote, esperto nuotatore e sub, è annegato in località Punta Cavalluccio, a Rocca San Giovanni, probabilmente dopo essere scivolato e aver sbattuto la testa sugli scogli. Le lunghe nuotate, le fiaccolate del Cristo degli abissi, le messe in mare erano le altre passioni di don Vittorio, per 43 anni parroco del Sacro Cuore, a Olmo di Riccio, dove ha fondato la mensa per i poveri. «Le tante opere che concretamente, come la mensa del Buon samaritano, hanno aggiunto valore al suo operare silenzioso, cristiano, spirituale», aggiunge Pupillo, «lasciano di lui un ricordo straordinario di sacerdote instancabile, sereno, generoso, innamorato della sua parrocchia e della sua comunità, in particolare degli ultimi. Questa città gli deve tanto». La tragica scomparsa di don Vittorio ha suscitato grande cordoglio in città e non solo. Ieri sera le comunità di Olmo di Riccio e San Pietro, dove ha prestato servizio nell’ultimo periodo, hanno celebrato una veglia di preghiera. L’ex sindaco Filippo Paolini, attuale candidato del centrodestra, ricorda «il suo profondo impegno per tanti anni all’interno della Caritas, nonché per la creazione della mensa del Buon Samaritano, sempre vicino moralmente e concretamente ai più bisognosi». «Ho avuto modo di parlare con don Vittorio in più occasioni ed ogni volta ne sono uscito profondamente arricchito», dice il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «era una persona in gamba, piena di vita, tenace e allo stesso tempo docile, soprattutto verso i poveri, quei poveri che aveva abbracciato come sua missione di vita». Per fare luce sulle cause del decesso del sacerdote, la Procura di Lanciano ha disposto l’autopsia. L’incarico è stato affidato al medico legale Pietro Falco, che domani mattina eseguirà l’esame all’ospedale di Chieti. (s.so.)

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