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Sasi, l’assemblea con 40 sindaci: «Poca acqua, servono i lavori» 

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L’incontro alla sorgente del Verde, illustrato lo stato dell’emergenza idrica e il piano per le soluzioni Basterebbe: «Sì alle opere ma abbiamo bisogno di fondi». I primi cittadini: «Andremo a Roma» 

di Teresa Di Rocco

LANCIANO. Hanno visto con i propri occhi come di acqua alla sorgente del Verde che rifornisce l’81% dei comuni Sasi ce ne sia davvero poca. Sono una quarantina i sindaci che hanno preso parte ieri all’assemblea della società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni della provincia: questa si è tenuta alla sorgente di Fara San Martino, come voluto dal presidente Sasi Gianfranco Basterebbe per far capire che l’acqua scarseggia davvero e per spiegare i lavori da fare per salvare quel poco che c’è: nuovi tubi e ricerca di perdite. Ma servono fondi, per i quali i sindaci sono pronti anche ad andare a Roma. «Dovrebbero arrivare a breve dal ministero i 37 milioni per rifare le reti sulla linea del Verde e il potabilizzatore di Altino», annuncia Pio D’Ippolito, responsabile dell’area tecnica Sasi, «anche se abbiamo progetti che richiedono molti più fondi».

L’ASSEMBLEA Sollecitata dal primo cittadino di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, l’assemblea è stata allargata a tutti i sindaci per volere del presidente Basterebbe per far conoscere la situazione idrica e spiegare le chiusure che fanno arrabbiare i cittadini. Ad aprire l’incontro un minuto di silenzio per la morte dell’ex sindaco vastese Luciano Lapenna e dei 4 ragazzi che hanno perso la vita nel tragico incidente stradale a Bucchianico. «Come vedete la sorgente del Verde, la più grande che abbiamo, è davvero ai minimi termini», esordisce Basterebbe. «Stiamo andando avanti con i progetti per l’efficientamento delle condotte con un lavoro approfondito di ricerca perdita e sostituzione tubi che hanno già prodotto risultati tangibili, ma di base resta la carenza di acqua».

I DATI Oltre agli occhi a parlare sono i numeri e i grafici realizzati da Fabrizio Talone, responsabile servizio adduzione e captazione Sasi, che descrivono una situazione difficile. «La sorgente non arriva ai 1.200 litri al secondo necessari a garantire un servizio efficace», spiega, «c’è un deficit che va dai 50 ai 70 litri al secondo e questo nonostante da 6 mesi siano accesi tutti e 4 i pozzi di soccorso che aggiungono circa 250 litri di acqua al secondo. Manca l’acqua perché da due anni non c’è un apporto nevoso tale da rimpinguare le falde e le piogge che alimentano le sorgenti superficiali sono scarse: da qui le chiusure nei vari Comuni». «Ci dispiace fare i razionamenti ma sono inevitabili», continua Basterebbe, «avendo un terzo in meno dell’acqua necessaria alla sorgente principale del Verde e anche le altre 169 sorgenti superficiali in sofferenza: alcune solo con la pioggia erogavano 60 litri di acqua al secondo, ora sono scese a 25 litri e altre sono a zero, per questo siamo dovuti ricorrere alle autobotti».

I LAVORI «Abbiamo programmato diversi interventi e tre grandi opere», spiega Pio D’Ippolito, «la più attesa è il potabilizzatore di Altino che aumenterà la portata di acqua, e poi ovviamente una condotta adeguata a questa portata. Servono fondi: a breve il ministero erogherà circa 37 milioni per il potenziamento delle reti tramite il Recovery fund e si aggiungeranno altri 30 milioni per la ricerca perdite, che hanno portato benefici nel vastese, dove i lavori sono stati ultimati. Dobbiamo ridefinire i rapporti con la Regione per attivare subito queste risorse perché alcuni progetti sono eseguibili, come ad esempio la ricerca perdite nel frentano; se ci sarà il via libera, in due mesi partiranno gli appalti».

I SINDACI E per trovare i fondi i sindaci sono pronti ad unirsi. «Non servono i campanili in questo momento», dice Di Giuseppantonio, «ma agire uniti». «Dobbiamo essere pronti anche ad azioni più incisive, se necessario», aggiunge Gianni Bellisario (Perano). Ma bisogna anche «educare i cittadini ad un uso corretto dell’acqua», suggerisce Vincenzo Muratelli (Altino). «È necessario scoraggiare l’uso improprio di un bene non illimitato», chiude Basterebbe, «e voi sindaci dovete essere più vigili in questo senso».

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