cronaca

A Tagliacozzo prosegue l’indagine archeologica

TAGLIACOZZO. Proseguono gli scavi preventivi, disposti dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, in località Camerata di Tagliacozzo, che hanno portato alla luce resti di…

TAGLIACOZZO. Proseguono gli scavi preventivi, disposti dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, in località Camerata di Tagliacozzo, che hanno portato alla luce resti di anfore, ceramiche, mattoni, probabilmente di una costruzione di epoca romana.

La Soprintendenza al momento non si sbilancia. «Continua l’indagine archeologica preventiva», taglia corto la dottoressa Emanuela Ceccaroni, responsabile degli scavi nella Marsica, «alla fine si valuteranno tutti i risultati. Ora è presto per dire altro».

Nell’area dove sono stati rinvenuti i reparti dovrebbe sorgere un mega-impianto fotovoltaico. La società che ha presentato il progetto già a marzo aveva ottenuto l’autorizzazione a realizzare l’impianto e si accingeva a iniziare i lavori. Ora però deve attendere l’esito degli scavi preventivi previsti per legge prima di poter allestire il cantiere.

Il progetto, presentato nell’estate 2020 dalla società “Energia Seconda”, prevede un impianto della potenza di 2,81 mega watt peak, con 6.400 moduli fotovoltaici da 440 watt da installare su strutture metalliche infisse a terra. La superficie occupata si aggira sui quattro ettari.

Un fatto analogo a quello di Tagliacozzo accadde 10 anni fa a Celano. Anche lì si sarebbe dovuto costruire un mega-impianto fotovoltaico. Durante gli scavi preventivi, disposti dalla Soprintendenza, affiorarono resti di tombe di epoca romana. A quel punto iniziarono gli scavi veri e propri che portarono alla luce quasi 300 tombe. Oggi è considerata la necropoli romana più vasta d’Abruzzo. Dopo gli scavi si è potuto costruire in poco tempo il mega-impianto. (n.m.)

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