cronaca

Apre la prima scuola antisismica Il sindaco: «Scusate il ritardo» 

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Inaugurata la materna di Colleatterrato Basso, l’appalto fu affidato nel 2016 dall’ex giunta Brucchi Per la realizzazione un percorso a ostacoli tra stop burocratici e rescissione dell’affidamento

TERAMO. L’ultimo taglio del nastro per una scuola in città c’era stato esattamente quattordici anni fa. Il primo cittadino era Gianni Chiodi, l’assessore ai lavori pubblici Maurizio Brucchi e la cerimonia di inaugurazione era per la nuova materna di Villa Mosca. Altri tempi, altre amministrazioni, altri colori politici. Ieri ad impugnare le forbici sono stati il sindaco Gianguido D’Alberto e il suo vice Giovanni Cavallari.

Dopo anni di attesa è diventata realtà la scuola materna di Colleatterrato basso, la prima antisismica a Teramo. Le porte ai bambini saranno aperte il 4 ottobre, ma alcuni di loro ieri hanno già fatto un primo sopralluogo partecipando con i genitori all’inaugurazione. Se fra i piccoli la gioia era tanta nell’esplorare i nuovi spazi, fra i più grandi serpeggiava una visibile emozione. Il sindaco ha parlato di «miracolo», il suo vice e assessore ai lavori pubblici di «scommessa vinta». L’edificio doveva essere pronto nel 2018, ma una serie di eventi a catena non solo ne ha rallentato i lavori ma in alcuni momenti ne ha persino messo in forse il completamento.

L’appalto era stato affidato nel 2016 dall’ex giunta Brucchi ad una associazione temporanea di impresa che, fra alti e bassi, aveva svolto gran parte dei lavori salvo poi non riuscire a mantenere impegni e scadenze, l’ultima fissata all’agosto 2020, inciampando in problematiche tecniche e burocratiche che nell’ottobre scorso hanno portato il Comune a rescindere il contratto. Tutto a quel punto si è fermato. Il progetto sembrava prossimo a naufragare quando è arrivata la Procura con l’apertura di un fascicolo per turbata libertà degli incanti e tre persone indagate.

L’ennesima grana per l’amministrazione che però non si è arresa trovando il modo per non gettare all’aria il progetto. Il 15 luglio scorso ha affidato il cantiere a una ditta teramana che pochi giorni fa li ha portati a termine «a tempo di record, lavorando anche a Ferragosto e permettendoci oggi di essere qui: alla ditta di Mirko Feliziani non può che andare un forte ringraziamento» ha commentato Cavallari. La scuola può ospitare 150 bambini e da ottobre accoglierà i 90 che attualmente si trovano nella vecchia materna di Colleatterrato. In queste settimane ci sarà il trasloco e saranno messi a punto gli ultimi dettagli in cucina. Il sindaco ha espresso tutta la sua soddisfazione per il traguardo aprendo il suo discorso con un «Scusate il ritardo» preso in prestito da un film di Massimo Troisi. «La procedura è stata complessa, ma non ci siamo arresi: negli ultimi mesi c’è stata una forte accelerazione e oggi siamo qui. Sembra un miracolo. C’è stato un grande lavoro di squadra, dal vice sindaco agli uffici comunali, ai tecnici: questa scuola rappresenta un presidio di resilienza e di rilancio in uno dei quartieri più feriti dal sisma» ha detto D’Alberto che aveva esteso l’invito alla cerimonia anche all’ex sindaco Brucchi, assente per impegni di lavoro.

Cavallari ha parlato di una «ferita che oggi si è cicatrizzata: questa scuola è una scommessa vinta, un gioiello per tutta la comunità. E’ una struttura dove ogni aula è una bolla, ha cioè la sua indipendenza» .Di modello finlandese ha parlato la dirigente scolastica Adriana Pisciella, felice di accogliere i bimbi in una scuola «meravigliosa, sicura, adatta a loro sotto ogni profilo». All’inaugurazione hanno partecipato l’assessore all’istruzione Andrea Core e diversi esponenti della giunta e del consiglio comunale. Al taglio del nastro è seguita la benedizione del vescovo Lorenzo Leuzzi.

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