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COVID: REPORT ALTEMS, IN ABRUZZO BASSA LETALITA’ VIRUS. POCHI RICOVERI E TAMPONI SOPRA MEDIA

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PESCARA –  L’Abruzzo ha un “indice di stress covid” calcolato su numero di soggetti a rischio, diffusione contagio, tamponi effettuati e decessi, ben al di sotto della media nazionale.  In particolare basso è il tasso di letalità del virus, calcolato sui decessi tra i positivi, e della mortalità, ovvero il rapporto tra decessi covid e tutta la popolazione residente. Tra i più bassi anche i numeri di ingresso dei pazienti in terapia intensiva. Mentre sopra la media è il numero di tamponi molecolari e antigenici effettuati.

È quanto è emerso dall’ultimo report  dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. con dati dal 31 agosto al 6 settembre. dati che confermano un trend dei precedenti report da giugno a questa parte e suonano come una promozione per la macchina abruzzese dell’emergenza pandemica.

L’analisi riguarda tutte le 21 regioni e province Autonome italiane. Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del Professor Gianfranco Damiani e della dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene).

L’Abruzzo è sotto la soglia di rischio al 0,32, rispetto al valore medio nazionale pari a 0,47.

Mentre la regione  con un indice di stress più alto pari a 1,3 è la Sicilia, a seguire, la provincia autonoma di Bolzano 0,82, un’incidenza media settimanale pari a 82 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 58% di vaccinati rispetto alla popolazione residente; al contrario la regione con il rischio più basso è la Valle d’Aosta con un indice di stress pari a 0,16.

La Sicilia rappresenta la regione con la percentuale minore in termini di copertura vaccinale della popolazione over 70 (80,87%).

Entrando più nel dettaglio, dal 31 agosto al 6 settembre l’incidenza del contagio, ovvero numero di nuovi casi emersi nell’ambito della popolazione regionale, in Abruzzo è del 46,1 ogni 100mila abitanti.

Il valore nazionale è pari a 62 ogni 100.000 , e il dato più allarmante è quello della Sicilia, 91,5, della Calabria, 91,1, e della Toscana 84,7.

C’è poi l’indice di positività su base settimanale, ovvero il rapporto tra i nuovi casi positivi ed i nuovi soggetti sottoposti al test, è in Abruzzo del 4,19%,. L’indice registra un valore massimo del 20,99% in Emilia Romagna e del 16,56% in Lazio. In Italia l’indice di positività al test è pari all’9,36%.

L’indicatore differisce dall’indice di positività calcolato su base giornaliera, che valuta invece, il rapporto tra i nuovi casi positivi ed i nuovi tamponi effettuati, e comprende anche i tamponi effettuati per il monitoraggio del decorso clinico e l’eventuale attestazione della risoluzione dell’infezione.

Atro dato importante è quello della letalità, ovvero di quante persone su 1.000 positivi al covid 19 che hanno perso la vita.

In Italia è al 2,07 ogni 1000, l’Abruzzo e ben al di sotto della media con 1,39.

Ma in val d’Aosta e Molise e a 0 in Basilicata 058 in Veneto 1,02.

Situazione più preoccupante in Campania con 4,15, in Sicilia 3,44 e in Calabria 3,20.

C’è poi il dato della mortalità, ovvero quante persone residenti su 10.000 hanno perso la vita, contagiati dal covid.

La media in Italia è dello  0,62, in Abruzzo dello 0,31.

In val d’Aosta in Molise 0, Lombardia  in Basilicata Trentino Alto Adige 0,18.

Mentre la situazione ancora una volta è più preoccupante in Sicilia con 2,52 in Calabria 1,12 in Sardegna 1,06 in Campania 0,88.

Infine c’è l’indicatore che mostra i nuovi ingressi settimanali in terapia intensiva su 100.000 abitanti. Il valore medio registrato nel contesto italiano è pari a 0,54 ogni 100.000 abitanti. Le regioni che hanno evidenziato più ingressi nel setting assistenziale della terapia intensiva durante l’ultima settimana sono la Sicilia (1,43 per 100.000 abitanti), il Friuli Venezia Giulia (1,33) e la provincia autonoma di Bolzano (1,31). L’Abruzzo è una delle regioni messe meglio, con 0,16, dopo val d’Aosta e Molise con zero. Bene anche Lazio e Lombardia, con 0,31.

Si scopre infine che  nella classica dei tamponi molecolari e tamponi antigenici su 1.000 abitanti, l’Abruzzo è ben sopra la media nazionale:

In Italia la media è di 10,9 tamponi molecolari ogni 1000 abitanti e 19,2 tamponi antigenici. In Abruzzo siamo a 16,5 tamponi molecolari e 24,2 tamponi antigenici, sempre ogni 1000 abitanti.

Record assoluto di tamponi antigenici Bolzano, con 77,1, all’opposto in Basilicata sono stati appena 0,5. In Friuli primato di tamponi molecolari 19,5, record negativo in Val d’Aosta, con 5,4.

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