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Cremonese convoca i balneatori: troviamo ombrelloni per i turisti

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dopo il tutto esaurito di questa stagione 

PESCARA. Spiagge e hotel pieni. Un’estate da promuovere a pieni voti, per molti operatori, perché gli affari sono andati bene ma è emerso un problema, ed è quello della mancanza di spazi per…

di Flavia Buccilli

PESCARA. Spiagge e hotel pieni. Un’estate da promuovere a pieni voti, per molti operatori, perché gli affari sono andati bene ma è emerso un problema, ed è quello della mancanza di spazi per accogliere i turisti che, inevitabilmente, sono stati costretti a spostarsi su altri lidi, in altre città della costa.

Nelle ultime settimane la questione è emersa più volte, mostrando luci e ombre di una città che deve attrezzarsi meglio per aprire le porte ai turisti, se davvero vuole puntare a candidarsi come centro concorrenziale rispetto ad altre località di vacanza.

L’assessore comunale Alfredo Cremonese ha deciso di lavorarci su immediatamente, al termine di una stagione fortunata e in vista del prossimo anno, quando tutto rischia di riproporsi esattamente nello stesso modo. Nei prossimi giorni, annuncia, convocherà i rappresentanti degli albergatori e dei bed and breakfast della città ma anche quelli dei balneatori per mettere a fuoco, con loro, le questioni sulle quali va corretto il tiro, e definire una strategia che consenta di superare i limiti emersi quest’anno. Cremonese annuncia anche una data, per questo incontro, che dovrebbe svolgersi lunedì 20 settembre.

«Dobbiamo garantire un servizio ai turisti, evitare che vadano su altre spiagge se non trovano posto qui. Si può pensare, ad esempio, ad una convenzione per stabilire che ogni stabilimento lasci una percentuale di ombrelloni a disposizione dei turisti o, in alternativa, che in tutta la città si garantisca un determinato numero di ombrelloni» per i non pescaresi. Il rischio che questi spazi poi restino in parte inutilizzati, vuoti, è concreto e Cremonese lo sa bene. Ma non può essere sufficiente a fermare tutto. «È una scommessa che stiamo facendo per la città. E noi, come Comune, facciamo la nostra parte organizzando degli appuntamenti per richiamare i turisti a Pescara. Quindi bisogna essere in grado di accoglierli: non possiamo permetterci di vederli migrare altrove nel momento in cui approdano in spiaggia e non trovano accoglienza. Tra l’altro, credo che aprire ai vacanzieri sia conveniente, per i balneatori: tra un residente e una persona che arriva da fuori, conviene sicuramente di più avere sotto l’ombrellone un turista, perché, ad esempio, pranza nello stabilimento e non a casa». Da valutare anche le mosse da intraprendere sul fronte dei posti letto.

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