cronaca

Eitan, la guerra delle famiglie: “Soffre, fatelo tornare”; “No, la sua casa è qui”

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“Sembra un film di Hollywood scritto male”. Dice così, a metà pomeriggio, la zia paterna Aya Biran. “Siamo sconvolti, l’hanno rapito”. Replica della zia materna Gali Peleg, che ad agosto ha annunciato di aver avviato le pratiche per l’adozione del nipotino: “No, non l’abbiamo rapito: l’abbiamo portato a casa. Siamo stati obbligati, non abbiamo più saputo quali fossero le condizioni mentali e di salute del bambino”.

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