cronaca

No Green Pass, minacce ai magistrati su Telegram: “Inondiamo la Procura di Torino”

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“Che ne dite di inondare per bene anche la procura di Torino, che ha chiesto il sequestro del canale per non dare più fastidio alla dittatura?”. E’ il messaggio che circola da lunedì in alcune chat Telegram No Vax e No green pass.

Nel messaggio, precisano gli investigatori, sono riportati anche nome e cognome del pubblico ministero Valentina Sellaroli, coordinatrice delle indagini che hanno portato alla richiesta della chiusura dei canali Telegram, oltre ai numeri di telefono e mail sia del suo ufficio sia del centralino della Procura.

Telegram, che ha sede a Dubai, non ha ancora risposto ai magistrati torinesi. Nei prossimi giorni potrebbe essere avviata una rogatoria internazionale. La chat è quella che ha pubblicato, tra i vari riferimenti, i numeri di telefono di Palazzo Chigi, dall’ufficio per la Comunicazione a quello del programma di governo, ma anche di noti virologi e di politici.

Nella richiesta di collaborazione con Telegram la Procura ha spiegato le motivazioni che hanno portato a ritenere grave la situazione. Quegli elementi, cioè, che rientrano nell’accusa di istigazione a delinquere aggravata dallo scopo di commettere delitti di terrorismo e dall’utilizzo di strumenti informatici e dall’altra per la diffusione illecita di dati personali su larga scala. Erano infatti comparsi la foto dell’ufficio del governatore Alberto Cirio e altri dati personali. Una chat con oltre 40mila iscritti, centinaia di commenti, in cui venivano presi di mira, con la diffusione di informazioni personali, politici, medici e giornalisti.

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