cronaca

Pietrucci torna a pungere Fina: «Nessun obbligo sui versamenti» 

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L’affondo al leader: c’è da chiedersi quanto abbia dato lui in base ai tanti incarichi ricoperti dal 2003  Lettera del consigliere dopo la contestazione del tesoriere sui mancati contributi per oltre 23mila euro 

di Gennaro Della Monica

L’AQUILA. «Quei contributi non sono obbligatori, ma frutto di liberalità». Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Pd, entrato in rotta di collisione con la dirigenza del partito abruzzese per le quote non versate, replica così ufficialmente all’accusa di morosità. In una lettera indirizzata al tesoriere Pino Venditti, che gli ha imputato mancate contribuzioni per oltre 23mila euro, il rappresentante Dem in carica all’Emiciclo da febbraio 2020, in sostituzione del dimissionario Giovanni Legnini, risponde per le rime alla contestazione.

«Lo scorso mese di giugno, sia pur in assenza di specifica scrittura e alla luce della intervenuta surroga ex lege in seno al consiglio regionale», puntualizza, «ho formulato personalmente per le vie brevi la proposta di versamento di un importo mensile a detto titolo di mille euro, e dunque di ammontare superiore alla quota corrispondente al 10% della indennità di carica prevista, da suddividere tra le sezioni regionali e comunali del partito, proposta non recepita né riscontrata in alcun modo». Il consigliere, insomma, tiene a evidenziare che non c’era alcun accordo preventivo sui versamenti richiesti ma che, anzi, la sua offerta spontanea è caduta nel vuoto. «Nell’evidenziare che non appare in alcun modo possibile, da parte del partito, provvedere alla pubblicazione di dati che interessino direttamente il sottoscritto in assenza di specifica autorizzazione», osserva, «colgo l’occasione per comunicare che, soltanto in presenza del rinnovo della sottoscrizione di una nuova apposita scrittura privata, provvederò a reiterare la proposta di erogazione delle quote di liberalità, nel sopramenzionato spirito di collaborazione e generosità». Pietrucci ricorda di aver versato regolarmente 400 euro mensili per cinque anni al circolo aquilano del Pd come «atto volontario», non essendo questo imposto da alcun vincolo. «A conti fatti, ho versato 33.600 in più del dovuto», insiste il consigliere, «quindi sono a credito». La ricostruzione fornita dal consigliere, che fa riferimento anche al suo precedente mandato in Regione, è diametralmente opposta a quella riportata dal tesoriere che gli ha contestato anche l’indisponibilità al dialogo sulla questione degli arretrati. Pietrucci, inoltre, replica al segretario regionale, il marsicano Michele Fina, su personale e sede del Pd a rischio anche a causa delle sue inadempienze. «La segretaria ha trovato lavoro alla Cgil dove percepisce uno stipendio più alto», conclude, «e sarebbe da chiedersi quanto versa lui al partito per gli incarichi che ha ricevuto dal 2003 in poi».

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