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Sevel, doccia fredda: taglio dei turni e stop a 650 trasfertisti e 300 interinali

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VAL DI SANGRO

La più grande fabbrica d’Abruzzo del Gruppo Stellantis rallenta la produzione a seguito della crisi dei semiconduttori. I sindacati: “E’ solo l’inizio, il governo intervenga”. Appello di 52 sindaci

ATESSA. Sale la preoccupazione in Sevel, la più grande fabbica d’Abruzzo con 6mila occupati (circa) in Val di Sangro. L’azienda ha comunicato la riorganizzazione dei turni a seguito della situazione altamente critica riguardo la fornitura dei semiconduttori, necessari per le parti elettroniche del furgone Ducato made in Atessa. Dal 27 settembre si passerà dagli attuali 18 turni di produzione ai 15 turni e per la manutenzione si passa da 20 a 18 turni.

Il drastico abbassamento di produzione porterà di conseguenza a dover fare meno di 650 trasfertisti (dipendenti in cassa integrazione provenienti da altri stabilimenti in difficoltà del marchio Stellantis) e di 300 lavoratori interinali i cui contratti non saranno rinnovati.

Sevel era passata da 15 a 17 turni nell’ottobre 2019 per far fronte ad un aumento di produttività. Dal 2 maggio scorso, per poter realizzare 20mila furgoni in più lo stabilimento era poi passato ai 18 turni. (d.d.l.)

LE REAZIONI. 52 sindaci del comprensorio del Sangro Aventino e del Frentano si dicono preoccupati per la situazione alla Sevel di Atessa). Solidarizzano con i lavoratori e chiedono al ministero un tavolo di concertazione con Stellantis. In un documento i primi cittadini dicono infatti: «Noi sindaci, prima linea delle istituzioni, siamo molto preoccupati per la riduzione dei turni settimanali, da 18 a 15, e i rischi per l’occupazione alla Sevel e di conseguenza nell’indotto industriale. Il problema della crisi nell’approvvigionamento dei semiconduttori, che riguarda tutto il settore dell’automotive, è un dato della realtà di oggi. Alle difficoltà attuali si aggiungono i timori per la prevista apertura, agli inizi del prossimo anno, dello stabilimento polacco di Gliwice, che produrrà il Ducato. Nel rinnovare la nostra solidarietà ai lavoratori della Sevel, chiediamo al ministero dello Sviluppo economico di convocare urgentemente il Tavolo di confronto con Stellantis, istituito lo scorso mese di giugno, e di poter partecipare, come rappresentanti del territorio, agli incontri tra le parti».

«Oggi è arrivata la doccia fredda”, dicono Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile Automotive: “Il problema di approvvigionamento di componenti deve essere chiarito perchè riguarda tutto il settore dell’automotive, ma sembra ormai chiaro che lo stabilimento di Gliwice, in Polonia, stia determinando anche nuove strategie da parte di Stellantis e che l’azienda riorganizzando le produzioni mette a rischio la crescita produttiva e occupazionale dello stabilimento Sevel e dell’indotto. È urgente stabilizzare i precari e avviare un contratto di espansione per favorire l’aggancio alla pensione dei più anziani».

Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto: «La crisi di approvvigionamento dei microchip rende oramai inaccettabile l’atteggiamento di inerzia del ministero dello Sviluppo economico, che nonostante le ripetute sollecitazioni non si decide a riconvocare il tavolo di confronto con Stellantis insediato a giugno».

«Esprimiamo grande rammarico perché i lavoratori con contratto di somministrazione della Sevel hanno bene operato con spirito di sacrificio in questi anni e sapere che saranno avviati a un percorso di precarizzazione ci riempie di angoscia e tristezza», commenta Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic Confsal, dopo la notizia della riduzione die turni alla Sevel con conseguenze sull’occupazione: «Chiediamo al più presto l’intervento del governo, chiediamo che il ministro Giorgetti convochi al più presto le parti sociali per un incontro in merito. Ribadiamo inoltre che è possibile prevedere di utilizzare i somministrati in un prossimo futuro quando la fornitura di componenti elettroniche sarà stabile e la produzione di furgoni tornerà a pieno regime. Chiediamo che si costituisca una corsia preferenziale che li richiami al lavoro non appena sarà superato il problema. Solo così le parole del ceo Stellantis della scorsa riunione di voler proteggere l’occupazione dei lavoratori passeranno dalle buone intenzioni ai fatti».

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