cronaca

Nuovi impianti da sci, Regione “bocciata” 

nuovi-impianti-da-sci,-regione-“bocciata” 

Ovindoli, respinto il ricorso al Consiglio di Stato: a novembre decisione nel merito da parte del Tar

OVINDOLI. È stato respinto dalla quarta sezione del Consiglio di Stato il ricorso presentato dalla Regione Abruzzo contro la sospensiva ai lavori per realizzare nuovi impianti da sci a Ovindoli, nel Parco regionale del Sirente-Velino. Ora bisognerà attendere novembre per la decisione nel merito da parte del Tar. La strada per la realizzazione del progetto diventa sempre più in salita. Il provvedimento del Tar era arrivato dopo un ricorso presentato da Stazione ornitologica abruzzese, Lipu, Salviamo l’Orso, Mountain Wilderness e Cai che contestano la realizzazione di nuovi impianti di risalita e piste con relativi sbancamenti a Valle delle Lenzuola, una zona ancora integra del Parco. Il Tar dell’Aquila ha sospeso l’autorizzazione concessa dalla Regione perché, a un primo esame, non ha convinto il fatto che la Valutazione di incidenza per le opere sia stata decisa da un geometra del Comune di Ovindoli, non esperto in materie naturalistiche, e che il progetto fosse stato variato durante l’iter di approvazione senza rinnovare il procedimento di autorizzazione paesaggistica da parte della Sovrintendenza. Il Tar aveva fissato quindi l’udienza per la decisione nel merito per il 17 novembre 2021.

«Il Consiglio di Stato», ha sottolineato l’avvocato Herbert Simone, difensore delle associazioni, «ha rigettato l’istanza da un lato perché la Regione non è riuscita a dimostrare con le sue deduzioni la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dalla sospensiva concessa dal Tar e dall’altro valutando come opportuno che in vista della decisione di merito tutta la vicenda rimanga per così dire congelata. Ciò tenuto anche conto della rilevanza degli habitat e delle specie che sarebbero oggetto dell’impatto in caso di avvio dei lavori. Riteniamo», continua il legale, «che il nostro ricorso abbia evidenziato molte criticità del procedimento con cui la Regione ha autorizzato questi interventi in aree estremamente importanti per la fauna e la flora, con specie protette addirittura a livello internazionale, che verrebbero spazzate via con i vasti sbancamenti previsti su oltre dieci ettari. Il tutto spendendo, in piena epoca di cambiamenti climatici, diversi milioni di euro di fondi pubblici. Questione, quella della crisi climatica», ha concluso il legale, «che la Regione non ha tenuto in alcuna considerazione nella sua valutazione. Ora lavoreremo alacremente sulle nostre motivazioni per dimostrare davanti al Tar gli errori della Regione». (p.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: