Redazione

“A TRANSIZIONE ECOLOGICA DOBBIAMO ARRIVARCI VIVI”, MARSILIO, “COSI’ COSTO ENERGIA INSOSTENIBILE”

“a-transizione-ecologica-dobbiamo-arrivarci-vivi”,-marsilio,-“cosi’-costo-energia-insostenibile”

L’AQUILA – “La transizione verso forme di energia e di combustibili più sostenibili dal punto di vista ambientale deve esserla anche dal punto di vista economico, perché nel mondo nuovo ci dobbiamo arrivare vivi, non ci possiamo arrivare in ginocchio, non possiamo arrivarci con le imprese fallite perché il costo dell’energia, che in alcune industrie è una componente determinante per la competitività, non è più sostenibile”.

Anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, prende posizione nel dibattito che tiene banco in queste settimane alla luce della drammatica e concreta ipotesi del maxi aumento delle bollette energetiche per imprese e famiglie, anche del 40% che scatterà ad ottobre se il governo non sarà in grado di sterilizzarlo, trovando nel suo non florido bilancio, i miliardi necessari  ad evitare il salasso.

Marsilio non si limita ad invocare un tempestivo intervento da parte dell’esecutivo di Mario Draghi, come fanno in queste ore tutti i partiti, associazioni di categoria e sindacati, evidenziando che “un incremento del 40% della bolletta è uno shock energetico  che non si è verificato nemmeno negli anni ’70 quando ci fu la grande petrolifera e non sarebbe in alcun modo sostenibile”.

Nell’intervista ad Abruzzoweb dice anche molto di più, schierandosi con coloro che, mettono in discussione la fino a ieri non discutibile obiettivo della transizione energetica a tappe forzate, faro della politica europea, imposta poi di fatto agli stati membri. Un tema che sarà sicuramente al centro degli Stati generali dell’economia abruzzese, in programma venerdì e sabato all’Aurum di Pescara, alla presenza tra gli altri del ministro dello sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti

“E’ evidente che stiamo entrando in un corto circuito  – spiega dunque Marsilio – perché se si va ad analizzare per ragioni di questi incrementi è inutile fare retorica e propaganda ottimistica sulla transizione ecologica. Questa transizione costa, e se questi sono i risultati, c’è qualche meccanismo che deve essere indubbiamente rivisto”.

Per esemplificare dunque i termini del problema basti citare quanto sostenuto da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, secondo il quale “un terzo dell’aumento del prezzo dell’elettricità di questa estate, è dovuto al prezzo della CO2.  Le imprese che hanno produzioni che emettono anidride carbonica nell’aria, devono acquistare un “diritto a inquinare”. Un certificato il cui costo è destinato a salire man mano che i tetti alle emissioni si abbassano”. E ad appesantire la bolletta, soprattutto per le imprese sono anche i disincentivi alle fonti fossili, agli incentivi alle rinnovabili, dai costi delle reti, fino al mantenimento in funzione di centrali elettriche solo per garantire che l’energia arrivi in maniera continua nelle case degli italiani, visto che quella prodotta con fotovoltaico ed eolico è, inevitabilmente, legata alla presenza di sole e vento che non sono costanti. Si tratta, ancora una volta, dei cosiddetti oneri di sistema. Per capire quanto questi incidano, basta considerare che la bolletta “complessiva” degli italiani vale poco più di 40 miliardi. I soli incentivi alle fonti rinnovabili pesano per 14 miliardi, anche se in prospettiva sono destinati a diminuire e intanto il costo delle rinnovabili si è molto ridotto”.

“Il problema -, spiega ancora Tabarelli -, è abbastanza semplice. Di notte non ho il sole, ho bisogno quindi degli accumuli, delle batterie. Ma le batterie di grandi dimensioni adatte al sistema elettrico di un Paese non esistono. Per questo servono degli impianti che stanno lì pronti per essere attivati nel momento del bisogno. Impianti che vanno a gas”.

Vero insomma che la causa principale del caro bollette è dovuto all’aumento del costo del gas, anche per gli acquisti massicci da parte della Cina, in piena ripresa post covid, e anche come si sospetta fortemente a Bruxelles a causa della “mano invisibile” della Russia, tanto che almeno 40 eurodeputati di varia estrazione politica si sono rivolti alla Commissione chiedendo con forza un’inchiesta sulla possibile manipolazione del mercato da parte di Gazprom. Ma c’è chi sostiene che ad incidere è e sarà non di poco è proprio la marcia a tappe forzate verso la riconversione della produzione di energia mediante pannelli fotovoltaici e pale eoliche.

Il corto circuito,  focalizza dunque l’analisi Marsilio, “è rappresentato dal fatto che vengono punite le energia fossili a favore delle energie alternative, che godono invece di incentivi. Nel frattempo avendo decretato un orizzonte temporale limitato per superare l’utilizzo di gas e petrolio, non si fa più ricerca di nuovi giacimenti, nuove perforazione, per cui la disponibilità di combustibile è sempre minore e il costo aumenta, e va detto peraltro che ci sono Paesi come la Cina  che della transizione se ne fregano, continuano a produrre e ad acquistare energia, facendone ulteriormente crescere il costo”.

Per quanto riguarda il mercato della Co2, conclude Marsilio: “è un meccanismo molto complesso, ma volendo semplificare è una tassa aggiuntiva che tutte le aziende che impiegano combustibili fossili devono pagare, per compensare l’ immissione in atmosfera della CO2. E anche questo determina il pazzesco incremento della bolletta energetica. Ripeto: bisogna interrompere questo circolo vizioso, bisogna individuare il meccanismo per rimettere la transizione ecologica sulla strada della sostenibilità economica”.

RIPRODUZIONE RISERVATA

    Articolo


    Rispondi

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: