cronaca

Brucia le potature e scatena un rogo ad Atri: denunciato 

brucia-le-potature e-scatena-un-rogo ad-atri:-denunciato 

Ha provocato involontariamente la distruzione di tre ettari I forestali lo accusano di incendio boschivo colposo

ATRI. Il rogo di domenica nella località Santa Giusta di Atri, che ha impegnato per ore i vigili del fuoco supportati anche da un elicottero, è stato causato involontariamente dalle potature di piante di ulivo date alle fiamme da un agricoltore del posto. Ne sono convinti i carabinieri forestali guidati dal comandante provinciale Gualberto Mancini, che hanno denunciato per il reato di incendio boschivo colposo il 63enne C.P.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di domenica. L’incendio, partito dalle sterpaglie, minacciava di estendersi verso le coltivazioni e un bosco vicino, a causa dell’aridità del terreno dovuta alla siccità dell’estate e del forte vento di levante e scirocco. Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco di Teramo con tre autobotti e un modulo antincendio, ma anche due squadre della protezione civile e l’elicottero di supporto.

Ma sul luogo dell’incendio sono intervenuti, oltre ai carabinieri di Atri per la sicurezza e l’ordine pubblico, anche due militari della stazione dei forestali di Nereto. I due, tra cui un sottufficiale repertatore, hanno avviato una rapida ricognizione del perimetro dell’area bruciata, tramite il cosiddetto metodo delle “evidenze fisiche” sono riusciti a individuare il punto d’insorgenza del rogo ed esperire nell’immediatezza tutti i rilievi tecnici propedeutici alla determinazione della matrice dell’incendio stesso. Dagli accertamenti, secondo gli stessi inquirenti, è emerso che il fuoco ha interessato una superficie di circa tre ettari ed è stato generato involontariamente da un incauto e illecito abbruciamento di residui di vegetazione operato su un uliveto.

Come ricordano i carabinieri forestali, le campagne atriane erano state già colpite il primo agosto da un incendio di vaste proporzioni (circa 50 ettari), divampato in località Fontanelle, a testimonianza dell’elevata sensibilità e fragilità di questa importante area della provincia teramana.

Lunedì, invece, c’è stato il grande incendio doloso a Castellalto, per cui si cercano i responsabili, che per modalità ha ricordato l’inferno teramano di Ferragosto. In contemporanea è divampato anche il rogo ad Altavilla di Montorio. Poco distante da lì, sempre a Montorio ma in località Villa Brozzi, ieri è divampato l’ennesimo incendio, che ha coinvolto un bosco. Tempestivo, però, è stato l’intervento dei vigili del fuoco che, supportati anche in questo caso dai lanci da un elicottero, sono riusciti a domare le fiamme prima che queste si propagassero.(l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: