cronaca

La protesta della Casa del Popolo contro la Ruzzo Reti

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TERAMO – La Ruzzo Reti SpA ha reso noto che staccherà i contatori dell’acqua agli utenti morosi cronici. Dopo aver recapitato a migliaia di utenti le note “bollette pazze”, questa notizia ci lascia a dir poco sbalorditi.

A farne le spese, come sempre, saranno coloro che non riescono a pagare tutte le utenze per poter far quadrare i conti in casa. Al contrario dei dirigenti che non hanno mai dovuto scegliere se fare la spesa o pagare una bolletta, se dare da mangiare alla propria famiglia o pagare l’affitto o riscaldare casa. Con i suoi provvedimenti, la Ruzzo Reti fa una vera e propria classificazione sociale, mettendo gli ultimi contro i penultimi in un deplorevole gioco tra utenti virtuosi e morosi. La Ruzzo Reti SpA è espressione di un sistema economico che non ha mai avuto come priorità la redistribuzione della ricchezza e la gestione consapevole dei beni pubblici.

Per queste aziende l’importante è riuscire a sfruttare il più possibile le risorse naturali per trarne business e profitto. Cosicché assistiamo da anni a privatizzazioni selvagge e a devastazioni ambientali che minano l’accesso ai beni pubblici. In quanto espressione del capitale, la Ruzzo Reti SpA non ci sconvolge.

Chi ci stupisce (ma in realtà nemmeno tanto…) sono quegli amministratori e quei sindaci che siedono nel loro Consiglio di Amministrazione che dovrebbero difendere i diritti dei cittadini più in difficoltà, i quali rischiano di essere privati di un bene indispensabile come l’acqua. Ci vogliono i fatti, le azioni concrete.

A nostro avviso, l’unica soluzione possibile, ieri come oggi, è quella di una moratoria: totale per chi non può permettersi di pagare le bollette dell’acqua, e via via proporzionalmente, in base alle capacità economiche dei diversi utenti. L’acqua è un bene indispensabile e deve rimanere fuori dalle logiche del profitto privato.

Lo ribadiamo alla Ruzzo Reti SpA che più volte abbiamo invitato ad un confronto pubblico, puntualmente rifiutato.

Lo ricordiamo ai sindaci che, invece di pensare ad organizzare eventi ed a comparire sui giornali, dovrebbero agire in maniera concreta sui problemi reali. Dovrebbero rispondere in prima persona di questo ennesimo scempio, in quanto corresponsabili dell’indifferenza verso chi è più in difficoltà.

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