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«Stop al trasferimento degli uffici regionali» 

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Il consigliere del Pd Blasioli: si deve trovare una sede unica, no alla suddivisione in diversi immobili

PESCARA. «Una sede unica della Regione a Pescara, che possa accorpare tutti gli uffici attualmente dislocati in nove edifici (due sono le biblioteche), è ormai un’urgenza non più procrastinabile». A sostenerlo è il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli.

«È un obiettivo perseguito da tanti anni», dice, «interrotto per la vicenda giudiziaria che ha riguardato la City, ma che va ripreso senza mettere in campo costose soluzioni temporanee e non definitive, che non accorpano tutte le sedi, non sono utili all’utenza e ai dipendenti e rischiano di diminuire il valore del patrimonio edilizio della nostra regione e desertificare ulteriormente zone della città».

«Occorrono scelte risolutive», afferma Blasioli, «a servizio dei cittadini, dei lavoratori e anche della città di Pescara, che non potrebbe che giovarsene, in termini urbanistici, sociali, di sostenibilità ambientale e di trasporti. Per questo ritengo che la Regione debba sospendere l’avviso di ricerca immobili che aveva portato al ricevimento di due proposte: il palazzo ex Fater (in cui si collocheranno le 17 classi del liceo Marconi) e il palafiere di via Tirino, e intraprendere un percorso nuovo, sia per la sede unica definitiva, sia per la temporanea sistemazione dei circa 323 dipendenti attualmente in servizio presso le sedi in via Passolanciano, via Conte di Ruvo e corso Vittorio, dopo lo sgombero di quelle di via Raffaello e di viale Bovio».

L’indirizzo che sembra aver intrapreso la Regione, secondo il consigliere, porterebbe a scegliere il palafiere di via Tirino come sede temporanea.

«Ciò non mi convince per diverse ragioni», spiega Blasioli, «innanzitutto, i costi troppo elevati. Non si tratterebbe di una sede unica, perché raggrupperebbe solo le sedi di via Passolanciano, via Conte di Ruvo e corso Vittorio. Inoltre, la tipologia di struttura, anche se riorganizzata negli spazi, non sembrerebbe adatta a un riutilizzo per uffici idoneamente areati».

«C’è poi il tema della raggiungibilità da parte dei cittadini e dei lavoratori, che è uno dei pochi problemi che gli edifici attuali non presentano», conclude, «l’inserimento di uffici pubblici in quell’area della città richiederebbe infatti propedeutici e preventivi passaggi urbanistici e infrastrutturali per garantire facilità di accesso e di raggiungibilità».

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