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Disagi da movida a Torino, maxi-risarcimento ai residenti: “Il Comune paghi subito 1,2 milioni di euro”

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È stata respinta dalla Corte d’appello l’istanza di sospensiva della sentenza con cui, nel primo grado di giudizio, il Comune di Torino è stato condannato a risarcire 29 residenti del quartiere San Salvario per i danni derivanti dalla movida. Lo comunicano gli avvocati Silvia Bortolotti, Marco Buffa e Alessandro Sodde, legali del gruppo di cittadini. Per effetto della pronuncia della Corte, il comune “dovrà procedere – affermano – all’immediato risarcimento dei danni agli attori per una somma complessiva di 1.171.384 euro”, ovvero oltre 40mila euro a testa.

All’amministrazione pubblica veniva contestato di non aver assunto le misure necessarie a contenere entro i limiti di legge i rumori notturni provocati dalla movida, nonché il disagio causato dal flusso massiccio e costante di persone che stazionano ed intralciano la libera circolazione.

Dopo avere disposto anche numerose rilevazioni acustiche notturne, la seconda sezione civile del tribunale di Torino aveva accolto le domande dei residenti: il giudice Rosanna Musa aveva condannato il Comune a un risarcimento complessivo di circa 1,2 milioni di euro. Che, fatti i calcoli, equivale a circa 6000 euro l’anno per sette anni: cinquecento euro al mese per ciascuno degli abitanti tartassati da musica e schiamazzi.

Secondo il giudice – che ha basato il suo convincimento oltre che sulle rilevazioni del rumore, anche su diversi elementi di prova, tra cui le relazioni dell’Arpa degli anni 2013, 2014, 2017 e 2018 – nel periodo tra il 2013 e il 2020, il Comune ha omesso di adottare provvedimenti idonei a contenere il fenomeno della movida, violando così il diritto alla salute, al riposo e alla tranquillità notturna dei residenti.



In particolare, il consulente tecnico d’ufficio ha accertato – mediante specifiche rilevazioni fonometriche che hanno interessato ciascuna abitazione dei ricorrenti – l’ampio superamento dei limiti di legge nonché del limite differenziale del rumore notturno ed ha identificato l’origine principale dei rumori “nelle urla, negli schiamazzi e nel parlato ad alta voce che scaturisce dal flusso massiccio e costante di persone che transitano, stazionano e intralciano le vie e il largo Saluzzo e di avventori dei locali commerciali in genere”.

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