cronaca

Vittorini: «Solo passerella politica» 

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Il medico che ha perso moglie e figlia: trattati da marionette. Biondi: «Irriguardoso»

L’AQUILA. «Un preavviso cosi breve, probabilmente per assicurarsi la presenza di illustri rappresentanti politici a discapito di persone comuni, rende la cerimonia di inaugurazione del Parco della Memoria una passerella, a cui non parteciperò e spero che non partecipino né i familiari delle vittime né la cittadinanza: sono esterrefatto e profondamente indignato e addolorato».

È durissima la reazione di Vincenzo Vittorini, medico che nel sisma ha perso la moglie Claudia e la figlia Fabrizia, all’annuncio dell’inaugurazione cui parteciperanno il premier Mario Draghi e del ministro Mara Carfagna. «Per un evento cosi importante», spiega, «avevamo chiesto e ottenuto, d’accordo con il Comune, lo spostamento della cerimonia dal 6 aprile, in piena pandemia Covid, a un periodo più tranquillo per permettere la partecipazione da un lato di tutti i familiari delle vittime o di una rappresentanza degli stessi e dall’altro la partecipazione della città per un momento di condivisione e per superare le diversità di opinione riguardo il luogo della Memoria che non è di qualcuno, ma è e sarà sempre dell’intera città». L’annuncio, però, è stato spiazzante. «Vengo improvvisamente a conoscenza» sottolinea Vittorini, «che martedì ci sarà l’inaugurazione in cui i familiari delle vittime e i cittadini rappresenterebbero orpelli o peggio marionette di una manifestazione prettamente politica che mette, per me, definitivamente la parola fine su un’annosa vicenda che purtroppo ha visto il Parco della Memoria come un punto di divisione piuttosto che come luogo di unione della cittadinanza tutta colpita dalla tragedia. Essere invitati oggi a soli cinque giorni dalla manifestazione, rappresenta lo schiaffo definitivo e la beffa che questa città e la sua amministrazione, presente e passata, hanno dato alle vittime e ai loro familiari».

Il sindaco Pierluigi Biondi si dice sorpreso dalle affermazioni di Vittorini. «Parole cariche di risentimento che la città e l’amministrazione non meritano», afferma. «Parlare di schiaffo non mi sembra corretto, oltre che irriguardoso». Biondi sottolinea che Vittorini è stata «la prima persona che ho chiesto venisse avvisata dalla mia segreteria. La partecipazione di un presidente del consiglio e di un ministro in città, per onorare uno spazio della comunità dedicato al ricordo, è motivo di orgoglio. Un sentimento condiviso da altri familiari delle vittime che hanno assicurato la presenza».

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