cronaca

Il popolo invisibile che vive sotto Roma

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Su Lungotevere Michelangelo, un cartello elettronico dice: “Ponte Industria, alternative”. Suggerisce percorsi agli automobilisti per aggirare il viadotto compromesso dall’incendio di domenica scorsa, ma lo leggo come un’indicazione – straniante, beffarda – all’umanità che, come si dice con una frase fatta, vive sotto i ponti. E lì resiste, dorme, mangia, accende i suoi piccoli fuochi. Da lì, da un fornelletto acceso, è partito l’incendio? È difficile dirlo, ma intanto è bastato – quel lampo di luce – a ricordarci il popolo del lungofiume, a ricordare che esiste: acquattato fra gli arbusti e le sterpaglie, riparato nelle tende da campeggio, accucciato all’addiaccio sulle sponde fangose del Tevere.

Alla Magliana, sotto il viadotto, “nascosti nella natura sfigurata da…

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