cronaca

Scambi con l’Africa: lo Zooprofilattico presenta il progetto 

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La rete scientifica chiamata Erfan è già operativa in 18 Paesi: promuove azioni coordinate per la salute umana e animale 

TERAMO. Lunedì nel Senato della Repubblica si è svolta la prima assemblea di Erfan, la rete scientifica promossa e guidata dall’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise. «Il ruolo di Erfan è quello di creare legami tra Africa e Italia nella ricerca e nel progresso delle scienze veterinarie, promuovendo un’azione coordinata per la salute umana e animale e la protezione dell’ambiente, e favorire lo sviluppo di politiche sulla salute pubblica». Con queste parole il direttore generale dell’Istituto teramano, Nicola D’Alterio, ha aperto i lavori insieme al senatore abruzzese Nazario Pagano, intervenuto nei saluti istituzionali di benvenuto. Anche il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, ha testimoniato la sua vicinanza all’iniziativa con un messaggio nel quale ha ringraziato l’Izsam per l’invito e ricordato il sostegno al progetto di gemellaggio tra il laboratorio veterinario di Maputo, Mozambico, e l’Izs dell’Abruzzo e del Molise.

L’assemblea è stata arricchita dai contributi del dg dell’Organizzazione mondiale della Sanità animale (Oie) Monique Eloit, del responsabile della direzione generale per la cooperazione internazionale e lo sviluppo della Commissione europea Leonard Mizzi, del direttore generale dei servizi veterinari del ministero della Salute italiano Pierdavide Lecchini e da Laura Aghilarre della direzione generale della cooperazione del ministero degli Affari Esteri. Poi è toccato a Massimo Scacchia, responsabile della cooperazione internazionale dell’Izsam e del segretariato Erfan, tracciare passato e futuro del progetto. Scacchia ha detto: «Fare rete, scambiarsi conoscenze e buone pratiche significa, ad esempio, esportare e importare alimenti sicuri attraverso controlli accurati che spesso singoli Paesi africani non riescono a garantire. Non si tratta di colonialismo scientifico ma di un approccio etico inclusivo, di reciprocità, scambio e collaborazione paritaria. Erfan è strutturato in diversi gruppi di lavoro incentrati su specifiche tematiche sanitarie e oggi include ben 34 partner di 18 Paesi».

A conclusione dei lavori il dg D’Alterio ha detto: «La pandemia ha evidenziato l’importanza centrale della cooperazione internazionale nel fornire risposte rapide e adeguate alle sfide globali. Erfan può essere un catalizzatore efficace per adottare una strategia comune volta alla salvaguardia della salute animale e umana e alla protezione dell’ambiente».

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