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L’AQUILA: 60ENNE MORTA SUICIDA, IERI L’AUTOPSIA. LUTTO A GAGLIANO: “NO A FALSITA’ SU NOSTRA FIGLIA”

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L’Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Ci sarebbe stata una crisi coniugale alla base della tragedia che, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, ha portato alla morte di Antonella Vespa, 60 anni, che prima di lanciarsi dalla finestra ha ferito con una bottigliata in testa il marito, Giuseppe Colantoni, 68 anni, ex sindaco di Secinaro.

Un dramma che si è consumato in un appartamento al quarto piano di una palazzina di via Giovanni Di Vincenzo, all’Aquila.

Ieri è stata eseguita ieri l’autopsia e sul corpo della donna, esaminato dal medico legale Giuseppe Calvisi, non sarebbero stati riscontrati segni di uno scontro fisico prima del volo mortale dalla finestra. Elementi in base ai quali l’ipotesi della prima ora, ovvero quella del suicidio con tentato omicidio, sembra trovare conferma, spiega Il Centro. Al momento del dramma i coniugi erano soli in casa. Il figlio 20enne, studente universitario a Roma, si trovava fuori.

Una foga difficilmente descrivibile, per gli inquirenti la dinamica è chiara: la donna ha colpito il marito, forse per ucciderlo, prima di compiere un gesto estremo. Nessun segno di colluttazione o di una lite finita male.

L’uomo è ancora ricoverato in ospedale ma per i medici non è in pericolo di vita. In seguito al ferimento ha perso molto sangue dalla testa e ha avuto bisogno di trasfusioni. La prognosi è di 20 giorni. A chiedere aiuto ai carabinieri è stato proprio l’ingegnere Colantoni. Prima di essere accompagnato al pronto soccorso ha riferito che la moglie l’ha colpito alla testa con una bottiglia mentre lui era in stato di dormiveglia.

Era stata lei a rivolgersi a un avvocato per mettere fine al suo matrimonio, la coppia stava per separarsi legalmente come confermato anche dai parenti e dagli amici ascoltati dal magistrato nelle ore che hanno preceduto la tragedia. Di fatto la coppia viveva già da separata in casa, ma nessuno poteva mai immaginare un epilogo tanto tragico.

A Gagliano Aterno, suo paese d’origine, vivono ancora i genitori. Come racconta il Centro, dopo la tragedia i due anziani si sono chiusi nel silenzio, ma hanno detto con forza: “Basta falsità su nostra figlia”. Qui Antonella viene descritta come una persona “riservata e schiva”. Usciva poco di casa, il più delle volte con il marito per qualche passeggiata.

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