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Ballottaggio, primi avvicinamenti Sarchese e Moroni verso la scelta 

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Il candidato dei 5 Stelle entrerebbe in consiglio solo con la vittoria del centrosinistra: «Scommetto su Russo» L’altro sfidante al primo turno, pronto per Angelucci: «Il mio cuore è a destra». Paolini indeciso, Bernini aspetta

di Adriano De Stephanis

FRANCAVILLA. Messo in cantiere il voto del primo turno, fatte analisi e riflessioni del giorno dopo, Roberto Angelucci e Luisa Russo sono pronti a giocarsi il ruolo di nuovo sindaco di Francavilla al ballottaggio atteso tra una settimana.

Anche in quest’ottica è iniziato il gioco delle parti, che oltre a convincere gli elettori a spostarsi sull’uno o sull’altro candidato, in questi giochi sembra concentrarsi molto sulle alleanze. Gli altri sei candidati a sindaco, che si sono giocati la partita al primo turno portano in dote, complessivamente, quasi il 22 per cento delle preferenze. Un bottino che inevitabilmente fa gola a entrambi i contendenti, che proprio per questo hanno già iniziato a tessere la trama delle trattative, attraverso la condivisione di idee e programmi anche in linea con l’orientamento politico degli altri. Tra tutti, chi esce allo scoperto è Livio Sarchese, uomo di rifermento del Movimento 5 stelle, che dopo aver parlato sia con Russo che con Angelucci ha fatto la sua scelta, quasi obbligata sotto certi punti di vista. «Scommetto sulla Russo», spiega l’avvocato e consigliere comunale uscente. «Non ho nulla contro Roberto, con cui mi sono confrontato in questi giorni, ma ci sono due motivi che mi spingono in questa direzione. Da un lato mi sento politicamente più vicino alla candidata sindaca: ci stiamo confrontando sui progetti, ho chiesto più attenzione a temi come le periferie, la sicurezza, videosorveglianza, i giovani, il sociale e soprattutto meno grandi eventi e più attenzione alle esigenze di tutti i giorni, come strade e marciapiedi. In secondo luogo, la vittoria della Russo è l’unica strada per poter mantenere politicamente vivo il Movimento a Francavilla», dice Sarchese in virtù dei calcoli fatti, che gli attribuiscono un solo seggio in consiglio in caso di vittoria del centrosinistra. «Tuttavia, il mio posto eventualmente sarà all’opposizione, sia pur costruttiva».

A strizzare l’occhio al centrodestra di Angelucci invece è Franco Moroni: lui, che nei mesi scorsi si era anche proposto come leader della coalizione, ruolo poi attribuito all’ex sindaco, non parla apertamente di apparentamenti, ma sottolinea come «il mio cuore è a destra», lasciando intendere che nel momento della scelta la sua posizione è senz’altro più vicina ad Angelucci piuttosto che a Russo.

Sempre Moroni prosegue: «Forse mi aspettavo qualche voto in più degli 823 presi. Alcuni di noi erano alla prima esperienza elettorale e probabilmente abbiamo pagato qualcosa in tal senso. Adesso siamo pronti ad ascoltare le proposte per capire se ci sono margini di apparentamento». Le indicazioni che filtrano dall’ambiente di Uniti a sinistra di Moreno Bernini parlano di contatti con la Russo, ma qui si è in attesa di un passo ufficiale della candidata su cui costruire eventualmente l’appoggio al ballottaggio. Criptico poi Camillo Paolini di Aria nuova, il quale conferma di aver avuto «contatti con entrambi i candidati, ma fin qui sono state solamente parole» dice, a chiarire che accordi, per adesso, non ce ne sono. «Mi aspettavo qualche centinaio di voti in più, non sono arrivati e ne prendo atto», spiega commentando quanto accaduto al primo turno. «Indicazioni di voto ai miei elettori? Direi di no», taglia corto, mantenendo, almeno apparentemente, una posizione super partes. Poche indicazioni arrivano anche dagli altri due protagonisti del voto, Carmine Montebello, che non ha mai fatto mistero di apprezzare molto poco l’amministrazione Luciani di cui la Russo ha fatto parte, e Gianluca Baldassarre, da sempre vicino al mondo della destra.

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