cronaca

La polizia demolisce la banda della droga 

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Cocaina, hascisc e marijuana tra i rifiuti o interrate. Otto ordinanze di custodia, tre arrestati e cinque irrintracciabili

TERAMO. Un numero su tutti a far comprendere i confini sempre più larghi del fenomeno: oltre cento cessioni di droga in poco più di tre mesi a raccontare i movimenti di una banda che ormai, sostiene l’accusa, si candidava a gestire il mercato dello spaccio tra Teramo e L’Aquila. Otto le persone, sette albanesi e un teramano, per cui il tribunale ha chiesto l’arresto con una voluminosa ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberto Veneziano su richiesta del pm Davide Rosati. In carcere sono finiti Arian Gjini, 35 anni, albanese; il suo connazionale Kreshinik Lushaj, 32 anni e il teramano Sandro Crescenzo, 41 anni. Gli altri cinque, per, ora non si trovano.

L’indagine della squadra mobile (diretta da Roberta Cicchetti) ricostruisce movimento dopo movimenti i passaggi di quella che l’accusa non esita a definire una banda ben organizzata capace di portare sul mercato grossi quantitativi di cocaina, hascisc e marijuana nascondendoli tra i rifiuti di vecchie discariche o interrandoli in prossimità di luoghi isolati dove poi avveniva la vendita. Complessivamente la polizia ha recuperato 770 grammi di cocaina, 317 di marijuana e 720 di hascisc. Da fine 2020 e nei primi mesi di quest’anno i poliziotti hanno messo insieme accertamenti di vario genere, a cominciare dai Gps sistemati sulle macchine degli indagati fino alle intercettazioni ambientali: indagini certosine e mirate finalizzare a ricostruire movimenti e clienti. Un giro, quest’ultimo, vasto e variegato: dal commerciante al professionista. In un caso anche cessioni giornalieri così come ben descritto in alcuni passaggi della voluminosa ordinanza. E sempre secondo la ricostruzione della polizia alcuni degli indagati spesso si ritrovavano in piazza Garibaldi e zone limitrofe per cercare nuove acquirenti e soprattutto per controllare la presenza di eventuali altri spacciatori. Le cessioni non solo Teramo, ma anche all’Aquila .

Secondo la polizia l’’indagine avrebbe permesso di accertare come gli otto destinatari delle ordinanze di custodia cautelare avessero organizzato un’estesa rete di spaccio tra Teramo e L’Aquila, utilizzando un collaudato modus operandi . Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, infatti, la droga veniva nascosta in campi e discariche abbandonate alle periferie delle due città capoluogo (nelle frazioni di Rupo, Sardinara e in una stradina sterrata di Bellante per quanto riguarda Teramo e nella frazione di Genzano di Sassa per quanto riguarda L’Aquila), per poi essere prelevata di volta in volta nelle quantità richieste dagli acquirenti ed essere cedute in prossimità dei luoghi dove veniva nascosta. La nuova operazione antidroga si inserisce in una più vasta attività predisposta contro il fenomeno dello spaccio dal questore Lucio Pennella nell’ambito di quelle che ormai da tempo sono le priorità delineate dal ministero dell’interno. Proprio di recente la ministra Luciana Lamorgese ha ribadito che «la lotta al narcotraffico e allo spaccio di stupefacenti è una priorità per le istituzioni a salvaguardia della legalità e della sicurezza dei cittadini».

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