cronaca

Polveri nei cantieri L’Asl avvia indagini  a tutela della salute 

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Centinaia di lavoratori esposti al rischio di malattie gravi Il piano: questionari anonimi, sopralluoghi e analisi chimiche

L’AQUILA. L’Asl, con una delibera, recependo le indicazioni del comitato etico delle Asl dell’Aquila e Teramo, ha dato il via libera allo studio “osservazionale” che ha l’obiettivo di “valutare l’esposizione a polveri inalabili e respirabili e la percezione del rischio tra i lavoratori impiegati nei cantieri della ricostruzione”. Lo studio sarà curato dal servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Nella delibera si sottolinea che s’intende “produrre conoscenze in merito al rischio dei lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi – nuovi e storici – nell’ambiente di lavoro”. La necessità del monitoraggio è venuta fuori, in particolare, durante “i sopralluoghi nei cantieri a opera del personale tecnico del Dipartimento di prevenzione Asl 1”.

RISCHIO CHIMICO

Il documento Asl ricorda che “gli eventi sismici del 2009 hanno determinato la presenza massiccia di cantieri edili e un conseguente elevato impiego di manovalanza. A distanza di 12 anni i cantieri ancora attivi sono centinaia. Le lavorazioni edili espongono gli addetti a una moltitudine di rischi per la salute e la sicurezza. La prevenzione di tali rischi può realizzarsi mediante procedure e dispositivi che intervengano a monte o a valle della fonte, ma anche tramite interventi sul comportamento degli operai che operano in cantiere. Perché ciò sia possibile occorre valutare la percezione del rischio dei lavoratori in modo da, eventualmente, intervenire mediante cambiamenti nel contesto lavorativo o mediante azioni di formazione e informazione. A prescindere dai comportamenti attuati, esistono rischi tipici del settore che non possono essere eliminati alla fonte: è il caso tipico, fra gli altri, del rischio chimico. Un’analisi della letteratura medica ci dice che gli addetti dell’edilizia sono esposti ad agenti chimici aerodispersi che possono causare patologie gravi dell’apparato respiratorio. L’obiettivo dello studio è quindi anche quello di produrre conoscenze sul rischio chimico. La raccolta dei dati provenienti dai campionamenti dell’aria e dalla somministrazione di questionari anonimi ai lavoratori”, si legge ancora in delibera, “è stata realizzata nel corso di sopralluoghi in cantiere da parte del personale del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il processo su cui si fonda lo studio è così schematizzato: studio della bibliografia e raccolta, analisi e revisione della letteratura scientifica sul rischio chimico in edilizia; individuazione di imprese disponibili che consentano l’accesso all’ambiente cantiere, somministrazione di questionari per l’acquisizione delle informazioni necessarie allo sviluppo del progetto dando priorità all’accertamento della consapevolezza e percezione del rischio; progettazione del piano di campionamento ed effettuazione del monitoraggio tecnico di un numero congruo di lavoratori nei cantieri di aziende individuate; analisi chimiche dei campioni di inquinanti aerodispersi da parte dell’Università”.

QUESTIONARI ANONIMI

I dati sono stati raccolti in forma anonima e in modo da non poter risalire al lavoratore intervistato o che volontariamente si sia sottoposto all’installazione dei preselettori per le sostanze inquinanti disperse nell’ambiente. Esistono studi”, si legge ancora, “che confermano la relazione tra la percezione del rischio e il comportamento sicuro. Il rischio in edilizia origina da una moltitudine di pericoli di natura diversa. Tra i rischi più rilevanti vi è quello di natura chimica di tipo inalatorio, a causa di processi lavorativi che impiegano o generano diverse sostanze e miscele; per tale motivazione i lavoratori edili sono generalmente esposti a fibre e polveri di vario diametro aerodinamico, soprattutto quelli impiegati in opere di demolizione. La continua variazione dei luoghi di lavoro rende molto difficile caratterizzare accuratamente l’esposizione agli inquinanti aerodispersi. L’esposizione a determinati tipi di polveri nei luoghi di lavoro può essere causa di diverse malattie dell’apparato respiratorio”.

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