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A24 A25: 101 SINDACI IN GUERRA CONTRO SALASSO PEDAGGI, LETTERA A DRAGHI, “EVITARE COLPO MORTALE”

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L’AQUILA  – Pronti a tutto per evitare l’aumento del pedaggio del 34,5% dei pedaggi sull’autostrada a A24 e A25 che potrebbe scattare a fine anno, come annunciato dalla concessionaria Strada dei Parchi: ben 101 sindaci hanno scritto una lettera durissima al presidente del consiglio Mario Draghi.

Il documento all’indirizzo di Palazzo Chigi ha come prima firmataria Velia Nazzarro e anche di sei rappresentanti di Anci, Comunità montane.

La richiesta è quella della “immediata creazione di un tavolo istituzionale per ridefinire i criteri di concessione autostradale con Strada dei Parchi al fine di garantire ai pendolari e ai cittadini una tariffa adeguata ad un’area interna svantaggiata; individuare provvedimenti e iniziative atti a garantire la sicurezza nei suddetti tratti autostradali; aprire un confronto sull’intera questione della mobilità generale nelle due regioni, Lazio e Abruzzo”.

Il documento è indirizzato ai ai ministri di Infrastrutture ed Economia, Enrico Giovannini e Daniele Franco, al commissario ad acta per A24 e A25, al commissario straordinario per la messa in sicurezza antisismica di A24 e A25 e ai presidente di Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Lo scenario esplosivo è emerso dall’audizione all’ottava commissione Ambiente della Camera, presieduta dalla presidente Alessia Rotta del Partito democratico, a cui hanno preso parte, in video conferenza, Mauro Fabris, vice presidente di Strada dei Parchi, società concessionaria dell’autostrada e che fa parte della holding dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, l’ingegner Riccardo Mollo, amministratore delegato della società, secondo la quale unico modo per evitare il salasso è approvare in tempi strettissimi il Piano economico finanziario (Pef) da 6,3 miliardi per la messa in sicurezza sismica dell’autostrada A24-A25, atteso da anni.

Mollo ha detto che i pedaggi sono fermi dal 2017 in questo caso “si risolverebbe completamente il problema, ovvero le tariffe non crescerebbero più dell’1% all’anno fino al 2030, saranno effettuati i lavori di definitiva messa in sicurezza sismica, e non ci sarebbe infine proroga della concessione”.

Hanno detto i sindaci: “Si tratta di un salasso oramai insostenibile per le tasche dei cittadini e incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo che caratterizza le zone più interne e periferiche di questa parte dell’Italia centrale già duramente colpita dai tragici eventi sismici, un territorio da sempre in lotta contro lo spopolamento, l’impoverimento dei redditi delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese. Quotidianamente, per lavoro, per mancanza di servizi sanitari, di strutture scolastiche, migliaia di cittadini sono costretti al pendolarismo autostradale. Sono trascorsi tre anni e la problematica ancora non è stata risolta definitivamente, il Pef ancora non è stato approvato e la sicurezza delle nostre autostrade ancora non è garantita”.

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