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Addio Lorenzo, morto a 29 anni per il dolore di deludere i suoi 

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Studente in Economia a Bologna, aveva invitato la famiglia alla laurea di venerdì: ma non era vero  Inutile la disperata corsa contro il tempo di genitori e fratello per trovarlo dopo aver scoperto la verità

di Alessandra Di Filippo

PESCARA. La notizia in città, fra gli amici più cari, è iniziata a trapelare già nella serata di venerdì, poi ieri mattina la tragica conferma e l’incredulità generale. Ancora di più per i genitori, nel giro di poche ore passati dalla gioia grande di poter vedere il proprio figlio laureato, al dramma e alla disperazione.

Avrebbe compiuto 29 anni il prossimo mese, a novembre, Lorenzo Norscia, trovato senza vita venerdì pomeriggio a Bologna sotto al ponte di via Stalingrado, dopo un volo di circa 15 metri. E Bologna era la città che, dopo le superiori a Pescara, Lorenzo aveva scelto per lavorare e studiare. Era iscritto alla facoltà di Economia e Commercio dell’Alma Mater, sede a Forlì. E venerdì, giorno della tragedia, era quello in cui si sarebbe dovuto laureare. Così almeno aveva detto a papà Roberto, dirigente in una multinazionale in Germania, a mamma Ida e al fratello più grande Mattia, invitandoli a raggiungerlo a Bologna per poi andare tutti insieme a Forli per la discussione della tesi.

Ma una volta nella città emiliana, del figlio e fratello che adoravano nessuna traccia. Scomparso nel nulla, e nessuna laurea in programma né per quel giorno né per quelli successivi. Un crescendo di circostanze sempre più drammatiche che attorno alle 16.30, dopo ore di ricerche, hanno portato al ritrovamento del corpo sotto al ponte, a pochi passi dai binari della ferrovia. Qualche istante prima, la scoperta dei messaggi inviati, pare, a un amico. Un gesto inspiegabile, per chi conosceva Lorenzo, per tutti un ragazzo solare e pieno di vita.

Ma probabilmente, stando a quanto ricostruito, dietro quella apparente spensieratezza e normalità covava un disagio profondo. Forse un senso di colpa e il dispiacere per quella laurea che, a dispetto di quanto raccontato, era ancora lontana. La giornata da incubo, per genitori e fratello, è iniziata subito, al mattino, appena arrivati a Bologna. Lorenzo non rispondeva alla porta di casa e neppure al telefono, per cui preoccupati hanno contattato i suoi amici più stretti, scoprendo la verità sugli studi universitari. Temendo a questo punto che qualcosa fosse successo, tramite un ex coinquilino che aveva ancora le chiavi, sono riusciti a entrare nel suo appartamento trovandolo in disordine. Cosa ritenuta subito strana conoscendo il ragazzo, sempre pulito e preciso. Di qui, spaventati, hanno allertato i carabinieri. Alle ricerche serrate ovunque hanno partecipato anche gli amici del giovane e poi, a metà pomeriggio. la notizia che non avrebbe voluto ricevere nessuno. Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, dopo aver ricevuto una segnalazione, per il ragazzo era già troppo tardi. L’ipotesi è che abbia vagato per ore in città, prima di raggiungere il ponte. Sul corpo, a quanto pare, non verrà disposta alcuna autopsia e sarà restituito ai familiari nelle prossime ore. Ma per pratiche burocratiche, potrà essere riportato a Pescara per i funerali non prima di martedì.

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