cronaca

Trasloca le armi e manda il conto al Comune 

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Richiesta di rimborso per la casa inagibile. Il Tar si dichiara incompetente, tocca al giudice ordinario

L’AQUILA. Il Tar si è dichiarato incompetente (passando la palla al giudice ordinario), ma la storia è abbastanza originale nel quadro delle provvidenze post-sisma. Un cittadino si era visto negare la “richiesta di rimborso delle spese sostenute per il trasloco” come previsto da un’ordinanza post 2009. In realtà il trasloco non riguardava i mobili, ma il rimborso delle spese che il cittadino “ha sostenuto per lo spostamento di una collezione di armi antiche e moderne, originariamente custodite nella propria abitazione nel comune dell’Aquila danneggiata dal sisma”.

Il Comune, davanti al Tar, “si è costituito in resistenza chiedendo il rigetto del ricorso in quanto privo di fondatezza”. Il Tar prima di dichiarare il difetto di giurisdizione scrive: “In relazione al caso specifico, l’articolo 5 dell’ordinanza 3797/2009 prevede che, allo scopo di favorire la rapida effettuazione degli interventi di riparazione e ricostruzione, è riconosciuto un contributo per il pagamento delle spese sostenute per il trasloco e il deposito temporaneo del mobilio, fino a un massimo di 5.000 euro. A tal fine, gli interessati presentano al Comune la documentazione fiscale relativa alle spese sostenute. Il ricorrente contesta la legittimità del provvedimento del Comune che respinge la sua richiesta del contributo”. Secondo il Tar quella del cittadino è una “posizione di diritto soggettivo ed è di competenza quindi del giudice ordinario”. La questione gira intorno al termine mobilio (o mobilia) che è l’insieme dei mobili di un’abitazione. Una collezione di armi antiche può rientrare nel “mobilio”? Lo deciderà il giudice ordinario. (g.p.)

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