Redazione

NO GREEN PASS, “MANIFESTAZIONE NON VIOLENTA”. TESTIMONIANZA ABRUZZESE: QUALCUNO VOLEVA ROVINARLA”

no-green-pass,-“manifestazione-non-violenta”.-testimonianza-abruzzese:-qualcuno-voleva-rovinarla”

ROMA – “La stragrande maggioranza di chi era in piazza del Popolo manifestava contro il green pass, non era fascista e non aveva in mente nulla di violento. A un certo punto, la piazza si è come ‘spaccata’ in tre. E la strada ‘libera’ l’hanno trovata, verso la zona della sede romana della Cgil, una parte di manifestanti riconducibili all’estrema destra. Alla folla che avrebbe voluto proseguire la manifestazione sotto il Parlamento, invece, è stato impedito di accedervi per mezzo di camionette anti-sommossa”.

A raccontare la sua versione dei fatti accaduti sabato scorso in centro a Roma, nella giornata in cui decine di migliaia di persone hanno protestato contro il green pass, in vigore dal 15 ottobre prossimo, e contro il governo di Mario Draghi, è Riccardo Benisio, esponente di Riconquistare l’Italia, il partito, fondato in Abruzzo, patriottico, antieuropeista e di ispirazione socialista e per la piena applicazione della Costituzione del 1948, di cui è presidente il docente universitario avezzanese Stefano D’Andrea.

Una giornata durissima che ha prodotto, tra l’altro, come testimoniato da più parti, manganellate a persone inermi e l’occupazione della sede romana della Cgil da parte di diversi manifestanti fascisti, che, stando a tanti partecipanti,  con l’organizzazione della manifestazione nulla avevano a che vedere, alla cui testa c’erano i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, finiti oggi in manette insieme ad altre dieci persone.

“Sono arrivato alle 16.30 in piazza – racconta l’esponente di Riconquistare l’Italia ad AbruzzoWeb – Intorno alle 16.15 gli interventi sul palco erano praticamente finiti. A quel punto, la piazza si è probabilmente spaccata in tre, con da una parte quelli che, anche se in molti non lo hanno capito, erano personaggi dichiaratamente fascisti, hanno preso la strada verso la zona in cui c’è la sede romana della Cgil. Qualcuno gli ha chiesto ‘perché andate di là?’, ma la risposta è arrivata dopo, quando tutti hanno visto quanto accaduto nella sede del sindacato”.

“Un’altra parte dei manifestanti, a quel punto – continua il racconto di Benisio – si è mossa per andare verso il Tridente (tra le vie di Ripetta e del Babuino e centrata su via del Corso, ndr), ma tutte le vie erano presidiate dalle forze dell’ordine e rese di fatto inaccessibili. Io, invece, sono rimasto nella porzione di manifestanti che non si è mossa da piazza del Popolo”.

“Poi ho assistito a momenti di attrito tra manifestanti e forze dell’ordine – continua Benisio – Forse, ma non ne ho le prove, qualcuno potrebbe aver lanciato lacrimogeni o bombe carta verso la polizia e quest’ultima ha risposto sempre con lacrimogeni. Comunque, verso il Parlamento, era sostanzialmente tutto bloccato. A voler passare, era una parte di manifestanti abbastanza ‘movimentata’, ma non violenta, che sosteneva ‘basta partiti’, ‘serve la rivoluzione’, ed io mi ci sono anche confrontato, essendo lì con la bandiera del partito e con i nostri volantini, ma non è successo nulla di che. La verità è che della presenza dei fascisti, in molti non si erano proprio accorti”.

“E, ribadisco, la maggioranza della piazza era lì contro il green pass. Non ho visto no vax, – spiega quindi Benisio – In compenso, c’erano cittadini vaccinati, alcuni li conosco personalmente, così come vigili del fuoco e alcuni esponenti delle forze dell’ordine, in borghese, che hanno dichiarato pubblicamente di essere lì da cittadini contro l’obbligo di green pass, soprattutto sui luoghi da lavoro”.

“Le violenze vanno sempre condannate – dice poi Benisio – Non solo ovviamente quelle di Forza Nuova (per la cui censura su un eventuale intervento sul palco, come da testimonianza di una militante del partito dell’abruzzese D’Andrea, in occasione della manifestazione dello scorso 11 settembre sempre a piazza del Popolo, organizzata proprio da Riconquistare l’Italia, si sono mossi in anticipo polizia e carabinieri che avrebbero anche rimosso uno striscione esposto dai sostenitori del movimento di Fiore e Castellino, ndr), ma anche quella dei sindacati confederati che ormai da anni hanno smesso di tutelare i diritti dei lavoratori, che non dovrebbero assaltare la sede ma stracciare la tessera, e quella del Governo Draghi che dietro la minaccia del green pass vuole togliere a milioni di lavoratori il diritto al salario”.

“Insomma, il grosso della manifestazione era assolutamente democratico. Qualcuno dei presenti ha pure riconosciuto la nostra bandiera, qualcuno aveva votato il nostro candidato sindaco a Roma Gilberto Trombetta. Parliamo di un partito senza visibilità mediatica, eppure c’è chi ci ha riconosciuto. I violenti, i fascisti, erano una netta minoranza e hanno fatto ciò che volevano. Forse, per contribuire a rovinare l’immagine di una piazza assolutamente democratica che non vuole obblighi di green pass e un banchiere a capo del governo”, conclude.

RIPRODUZIONE RISERVATA

    Articolo


    Rispondi

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: