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CARO-MATERIE PRIME, REGIONE ABRUZZO CORRE AI RIPARI, OSSERVATORIO E AUMENTI AD IMPRESE

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L’AQUILA – Monitorare costantemente e adeguare tempestivamente al rialzo il costo delle materie prime riconosciuto negli appalti, per evitare il blocco dei cantieri e il tracollo delle imprese, impegnate nelle opere pubbliche della Regione Abruzzo, anche loro potenziali vittime del drammatica impennata dei prezzi  dell’acciaio, della plastica, del cemento.

A causa di dinamiche globali ma anche in Abruzzo e in Italia, dal moltiplicarsi dei cantieri dell’eco-sisma bonus che hanno ad esempio determinato l’aumento del 300% dei pannelli coibentanti.

Questa è la finalità dell’importante progetto di legge di iniziativa consiliare che ha avuto il via libera definitivo martedì scorso in seconda commissione Ambiente e Territorio ed è ora pronto ad arrivare in aula per l’approvazione.

Il testo ha ottenuto la stesura definitiva, a seguito dell’audizione del dirigente del genio Civile Vittorio Di Biase, che ha elaborato una dettagliata relazione.

Nella norma si prevede l’istituzione dell’Osservatorio permanente dei prezzi elementari, in seno al Centro regionale monitoraggio e controllo, il Ce.re.mo.co., che dovrà sarà chiamato a stabilire quale incremento potrà essere applicato per quelle lavorazioni che verranno individuate dallo stesso, tenendo conto dei singoli materiali e del loro rincaro.

Un meccanismo di compensazione che sarà finanziato attingendo da quota parte delle economie di gara, risultanti ad esempio dai ribassi d’asta che potranno essere dunque destinate alle imprese appaltanti, sulla base dei rincari dei materiali.

Possibilità offerta dal decreto sostegno bis, del governo di Mario Draghi, che ha anche stanziato 100 milioni di euro per tutto il paese far fronte all’emergenza.

Come spiega dunque il dirigente Di Biase nella sua relazione, “si coglie l’occasione per sfruttare tale Osservatorio anche al fine di determinare i meccanismi di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche ì introdotti con il cosiddetto Decreto Sostegno bis. L’Osservatorio stabilirà le azioni correttive da apportare al prezzario regionale per tener conto, non più nel solo primo semestre 2021, ma durante ogni anno, delle variazioni dei costi delle materie prime nel settore delle costruzioni ritenute meritevoli di attenzione e di approfondimento”.

L’Osservatorio in realtà era già in fase di costituzione, sin dall’inizio del 2021, con iniziative della Giunta Regionale e con la collaborazione del Provveditorato Interregionale opere pubbliche, e l’Università di Architettura di Pescara, con lo scopo di di registrare le variazioni percentuali dei costi elementari per pervenire agevolmente, alla fine di ogni anno all’aggiornamento del listino delle opere pubbliche, così da renderlo sempre aderente alle dinamiche di mercato.

L’Osservatorio permanente  sarà anche di supporto della Giunta regionale, in generale, per il corretto utilizzo del prezzario regionale, da parte delle stazioni appaltanti ed in particolare per il corretto utilizzo delle risorse statali stanziate.

“L’Osservatorio permanente consente altresì, attraverso il qualificato apporto scientifico del mondo accademico e degli attori che operano in seno alla commissione prezzi del Provveditorato, aggiornata e rivista secondo gli indirizzi contenuti nel protocollo d’intesa, di controllare le bolle speculative e di far si che le stesse non abbiano a riverberarsi permanente ed in maniera dannosa sul prezzario”, si legge nella relazione.

“La norma nazionale prevede che per i contratti in corso di esecuzione, il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile rileverà entro il 31 ottobre 2021, con proprio decreto, le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre 2021 dei prezzi dei principali materiali da costruzione. La compensazione verrà determinata applicando alla quantità dei singoli materiali, impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021, le variazioni rilevate da questo apposito decreto ministeriale”, conclude la relazione.

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