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«Estremismi al salto di qualità» 

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l’allarme del viminale 

Secondo il ministero, la strategia delle frange estreme è in crescita

di Matteo Guidelli

ROMA. «L’autunno è arrivato». Gli scontri di sabato nel centro di Roma hanno lasciato il segno, al Viminale e negli apparati di sicurezza. Perché, ragionano gli esperti analizzando a mente fredda le dinamiche di quello che è avvenuto in piazza, ci sono almeno tre motivi di preoccupazione. Il primo è che c’è stato quel «salto di qualità» da parte delle frange più estreme che hanno infiltrato la protesta e che è stato chiarissimo nel momento in cui un gruppo di forzanuovisti ha puntato sulla sede della Cgil. Il secondo nasce invece dalla certezza che non sarà più possibile, come è stato nei mesi di emergenza Covid, adottare la sola strategia di ‘contenimentò delle piazze, il che significa mettere in conto contrapposizioni più dure con i manifestanti. E le minacce di Forza Nuova non fanno che confermare questa consapevolezza. «La rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi. La giornata di ieri fa da spartiacque tra vecchio e nuovo, il popolo ha deciso di alzare il livello dello scontro». La terza preoccupazione, infine, nasce dal fatto che – al netto di una sottovalutazione, che in parte c’è stata visto che dalle previsioni erano attese mille persone e invece ne sono arrivate 10mila – l’organizzazione delle proteste, e dei disordini, viaggia ormai solo su chat e social. Dunque servono contromisure per intercettare queste dinamiche e non trovarsi più spiazzati.

Di tutto questo si parlerà mercoledì nel Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Prima però il ministro dovrà affrontare un’altra grana: l’attacco di Giorgia Meloni e, a ruota, di Matteo Salvini. La leader di Fdi ha definito «pessima» la gestione dell’ordine pubblico, ma sono le parole di Salvini che potrebbero aprire l’ennesima crepa nell’esecutivo. «Chiederemo al ministro cosa sapeva e cosa non sapeva. Come sta passando il suo tempo? Com’è possibile che Castellino fosse là? Se sapeva è incapace. Chi sbaglia paga, gli estremisti violenti come il ministro» dice il leader della Lega. Lamorgese, che già sabato aveva difeso le forze di polizia parlando di «equilibrio e professionalità» mostrato dagli uomini in piazza, non replica. Ma l’incontro tra i vertici delle forze di polizia e degli apparati d’intelligence di mercoledì – già in programma da tempo con al centro l’organizzazione, dal punto di vista della sicurezza, del vertice del G20 che si terrà a fine mese a Roma e sul quale c’è già un’attenzione altissima – servirà anche come risposta agli attacchi e soprattutto per mettere a punto la strategia per le prossime settimane visto che, al Viminale ne sono convinti, l’onda di rabbia non si è certo esaurita. Ogni manifestazione che si terrà nei prossimi giorni, a partire da quella dei Cobas di oggi sempre a Roma, potrebbe diventare l’occasione per una contrapposizione dura. Inoltre, l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass venerdì in tutti i luoghi di lavoro – scelta che il governo non modificherà – potrebbe accendere focolai di protesta ovunque.

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