cronaca

Tribunale, riprende l’iter in Parlamento

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AVEZZANO. Scatta il piano B per salvare dalla chiusura il tribunale di Avezzano e quelli di Vasto, Lanciano e Sulmona. In attesa dell’approvazione in sede di Commissione giustizia – iter su cui…

AVEZZANO. Scatta il piano B per salvare dalla chiusura il tribunale di Avezzano e quelli di Vasto, Lanciano e Sulmona. In attesa dell’approvazione in sede di Commissione giustizia – iter su cui sperano gli ordini professionali e gli amministratori locali – si prova a percorrere nuovamente la strada parlamentare. Il primo tentativo era fallito, nonostante l’unanimità dei partiti, con il clamoroso colpo di mano del presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ora però riprende l’esame in Commissione. Nell’attesa che venga reso disponibile e assegnato in sede deliberante (direttamente in Commissione senza passare per le Camere), il disegno di legge a prima firma Caliendo, cofirmato da tutti i senatori abruzzesi, il presidente della commissione giustizia del Senato, il senatore Andrea Ostellari (Lega), ha deciso di proseguire l’esame in sede referente del disegno di legge di iniziativa del consiglio regionale dell’Abruzzo, quello che prevedeva l’apertura dei tribunali con le spese a carico degli Enti locali, come appunto la Regione. «Questo disegno di legge», ha spiegato il senatore Alberto Bagnai, responsabile nazionale economia della Lega, «era già stato incardinato dal presidente Ostellari, che ne è anche relatore, il 3 agosto scorso, immediatamente dopo la bocciatura dell’emendamento relativo ai tribunali abruzzesi. L’esame era poi stato accantonato durante il mese di settembre per la necessità di approvare le riforme del processo civile e penale. In attesa quindi dell’assegnazione in sede deliberante, che in mancanza del testo evidentemente non può avere luogo, il presidente Ostellari ha deciso di procedere nella seduta di mercoledì 13 ottobre, con l’esame in sede referente della proposta iniziale, quella della Regione, partendo dal presupposto che laddove siano vinte certe resistenze dal lato del governo l’esistenza di una larga maggioranza parlamentare garantirà comunque un’approvazione del provvedimento in tempo utile».

Nel frattempo, i processi rinviati vengono ancora assegnati alla sede di Avezzano – anche dopo la presunta data di chiusura (settembre 2022) – perché il tribunale dell’Aquila non ha comunicazioni ufficiali in merito. (p.g.)

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