cronaca

La dipendente assenteista risarcirà l’Asl 

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Paola Quaglieri condannata dalla Corte dei Conti: oltre 9mila euro. Accertati sia il danno patrimoniale che d’immagine

TRASACCO. È stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire l’Asl per un danno patrimoniale e per danno d’immagine. Sotto accusa la dipendente Paola Quaglieri, 46 anni, di Trasacco, condannata a 9.144 euro di risarcimento dai giudici Mario Nispi Landi, presidente, Gerardo De Marco e Paola Lo Giudice. Il procedimento è stato promosso dalla procura regionale che aveva avanzato una richiesta di pagamento a favore della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila della somma di 15.034 euro. Secondo l’accusa, il danno era stato causato «per essersi illegittimamente allontanata dal proprio posto di lavoro per ragioni personali, nonché del connesso danno all’immagine all’amministrazione di appartenenza». Il tribunale di Avezzano aveva applicato nei confronti della dipendente la misura interdittiva della sospensione dal servizio per la durata di sei mesi per i reati di truffa e di falsa attestazione della presenza in servizio.

I FATTI

Le indagini vennero svolte dalla Finanza. Per l’accusa, Quaglieri, in qualità di responsabile amministrativa del distretto sanitario di base di Trasacco, nel periodo che va dal 19 marzo al 25 giugno 2018, aveva attestato la propria presenza in servizio utilizzando con il proprio badge il codice timbratura “96”. In realtà, sempre per l’accusa, si era assentata dal proprio posto per svolgere attività personali, in violazione delle disposizioni aziendali. Era quindi stato avviato un procedimento disciplinare dall’Asl, concluso con la sanzione del licenziamento senza preavviso.

IL PROVVEDIMENTO

Secondo la procura regionale della Corte dei conti la vicenda ha provocato anche un danno all’immagine dell’amministrazione Asl, «pesantemente compromessa dal pervicace comportamento doloso della dipendente, idoneo a ledere il rapporto fiduciario con la Asl, e non rispondente ai canoni di diligenza, lealtà, buona fede, correttezza e fedeltà che devono contraddistinguere il comportamento di un dipendente pubblico». Nel corso dell’audizione personale, l’accusata aveva «ammesso gli addebiti richiedendo il rito abbreviato previsto dal codice di giustizia contabile». La procura regionale aveva però espresso parere negativo sostenendo che ci si trovava di fronte a un «danno erariale connesso con un illecito doloso arricchimento dell’accusata».

LA SENTENZA

Alla fine la richiesta di rito abbreviato è stata respinta e Quaglieri è stata condannata al pagamento della somma di 4.572 euro a titolo di risarcimento del danno patrimoniale subito dalla Asl e alla stessa somma per danno all’immagine.

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