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Terza dose, quanti mesi dura l’immunità 

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I vaccini anti Covid garantiscono 6 mesi di copertura: la dose aggiuntiva va fatta dopo questo periodo

di Lorenzo Dolce

PESCARA . I vaccini contro il Covid-19 al momento disponibili garantiscono una copertura di almeno sei mesi ed è proprio questo l’intervallo di tempo da rispettare prima di assumere la terza dose, per cui è stato dato il via libera per soggetti “fragili” ed over 60. La dose aggiuntiva, definita “booster” per la sua capacità di dare una spinta agli anticorpi, dunque può essere eseguita non prima di 180 giorni dal completamento del ciclo vaccinale (una dose nel caso di Johnson&Johnson e due per gli altri sieri).

Il periodo di sei mesi è infatti quello più indicato dalle aziende farmaceutiche come il limite di efficacia massima del vaccino: passato tale periodo, infatti, la protezione dalle forme gravi della malattia resta pressoché invariata, ma la terza dose sembra garantire una maggiore immunità anche rispetto alle forme lievi.

PFIZER E MODERNA. Per quanto riguarda il siero di Pfizer, due dosi sono efficaci al 90% contro i ricoveri per tutte le varianti, inclusa la Delta, per almeno sei mesi. Tutti gli studi disponibili confermano sostanzialmente questo dato, mentre le ricerche sembrano dimostrare una riduzione significativa dell’immunità contro le forme leggere trascorsi 6-8 mesi dalla seconda dose. Ma, anche senza la terza dose, la protezione resta forte contro le forme più gravi della malattia.

Il vaccino Moderna, siero simile a quello Pfizer, a sei mesi dalla seconda dose continua a proteggere da almeno sei varianti, compresa la Delta. Un numero crescente di studi, ha rilevato l’azienda, ha dimostrato il beneficio di una terza dose in soggetti immunocompromessi.

GLI ALTRI VACCINI. Il vaccino AstraZeneca, in base agli studi condotti in Inghilterra su un ampio campione di popolazione, rispetto alla variante Delta garantisce un’efficacia del 67% (era del 74,5% contro la variante Alfa). Una singola dose serve invece a poco, con un’efficacia di poco superiore al 30%.

Per il vaccino monodose di Johnson & Johnson il richiamo a sei mesi aumenta di dodici volte il livello di anticorpi. Dopo due mesi, invece, il livello di anticorpi ha un incremento di quattro volte e la protezione arriva al 94%. A renderlo noto è la stessa azienda farmaceutica, sulla base degli studi e dei dati raccolti.

IL RAPPORTO ISS-MINISTERO. Secondo il quarto rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute, per i vaccini a mRna (Pfizer e Moderna), confrontando i dati gennaio-giugno 2021(con predominanza variante Alfa) con quelli luglio-agosto (a prevalenza Delta), emerge una riduzione dell’efficacia contro l’infezione dall’84,8% al 67,1%. Resta invece altissima l’efficacia contro i ricoveri (91,7% contro 88,7%).

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