cronaca

Biondi: «Un piano da 30 milioni apriamo cantieri in nove scuole» 

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Il sindaco alla Cgil: firmati oltre 140 decreti e finalmente dopo dodici anni avviato un percorso chiaro Questa polemica è grottesca. Le tensostrutture, in accordo coi presidi, utilizzate per attività all’aperto

di Romana Scopano

L’AQUILA. «Dopo 12 anni è stato avviato un percorso chiaro per restituire strutture moderne e sicure ai nostri figli». All’indomani della presa di posizione della Cgil, che ha criticato il ricorso alle tensostrutture nell’ambito dell’emergenza Covid, ma anche ritardi nella ricostruzione delle scuole, il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore Vito Colonna parlano di «polemica grottesca», sottolineando che il Comune ha attivato «nove progetti che riguardano i plessi scolastici, per un importo di oltre 30 milioni di euro». Pronta la controreplica del sindacato: «Crediamo sia incontrovertibile negare che la ricostruzione dell’edilizia scolastica in questo comune sia nebulosa e che una serie di piani più volte modificati non abbiano ancora visto la luce».

IL PIANO SCUOLE

«Questa maggioranza», sottolineano il sindaco Biondi e l’assessore alle Opere pubbliche Colonna, «ha attivato procedimenti per la ricostruzione di nove plessi, tra edifici e poli scolastici, per una somma che supera i 30 milioni, in virtù dei poteri commissariali sono stati firmati oltre 140 decreti e finalmente dopo 12 anni è stato avviato un percorso chiaro per restituire strutture moderne e sicure ai nostri figli. Tutto questo è pubblico e verificabile negli atti dell’amministrazione, al pari della finalità delle risorse ministeriali su cui si è improvvidamente sollevato un polverone inutile: basta leggere le carte».

LE TENSOSTRUTTURE

Biondi e Colonna definiscono «strumentale e al limite del grottesco» la polemica sollevata dalla Flc Cgil in merito ai fondi, erogati dal ministero per l’Istruzione, che la giunta destinerà a lavori di adeguamento degli istituti scolastici alla normativa anti Covid e al noleggio di strutture temporanee da collocarsi all’esterno degli edifici. «Parliamo di risorse di cui il Comune è risultato beneficiario già dal mese di agosto», aggiungono sindaco e assessore, «da impiegare dopo un confronto condotto dai settori Politiche educative e scolastiche e Opere pubbliche in estate proprio con i dirigenti scolastici, che hanno manifestato delle esigenze che verranno soddisfatte con gli interventi in programma. Si tratta, nello specifico, di opere di edilizia leggera per gli spazi dedicati alla didattica e del noleggio di gazebo e strutture mobili che saranno utilizzati per attività all’aperto degli alunni. Questa era la destinazione specifica dei fondi ministeriali e per questo saranno utilizzati, così come concordato con chi vive e lavora ogni giorno nelle scuole».

ACCUSA RESPINTA

«Respingiamo l’accusa: la polemica non è grottesca. La Flc Cgil», risponde il segretario generale Miriam Anna Del Biondo, «non discute i fondi, ma la loro destinazione, quanto meno irrispettosa della nostra memoria collettiva. La ricostruzione delle scuole aquilane, se vi fosse stata la capacità di guardare in prospettiva, avrebbe potuto avere valore esemplare in termini di innovazione didattica ed ecologica ed invece, dopo dodici anni, abbiamo bisogno di tensostrutture per le attività didattiche all’aperto (all’Aquila, una delle città più fredde d’Italia) e per l’adeguamento di spazi inadeguati».

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