cronaca

Centro turistico, allarme sui conti «Ricavi a picco per il Gran Sasso» 

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Gli organi comunali di controllo avvertono: nella gestione della società applicare massima prudenza Pignatelli: problemi riconducibili all’emergenza Covid, speriamo di recuperare quest’inverno

di Romana Scopano

L’AQUILA. La stagione invernale saltata, i limiti imposti dalla pandemia, i ricavi calati a picco. Il report del primo semestre 2021 del Centro turistico del Gran Sasso descrive un andamento «da monitorare con estrema attenzione, applicando la massima prudenza nella gestione della società». La valutazione arriva dagli organi comunali deputati al controllo delle aziende partecipate, mentre la stazione sciistica di Campo Imperatore si prepara ad affrontare la ripartenza all’insegna del Green pass, sperando nell’arrivo della neve.

«La situazione del Gran Sasso», commenta l’amministratore unico del Ctgs Dino Pignatelli, «è analoga a quelle delle altre stazioni abruzzesi, tutte hanno risentito del periodo di emergenza Covid. Speriamo di poter recuperare questo inverno, dopo un’estate abbastanza soddisfacente, e di poter contare su un buon innevamento. Nel frattempo andiamo avanti con il tesseramento, ricordando che abbiamo sostituito gli abbonamenti non utilizzati la passata stagione».

IL REPORT

Leggendo le cifre del report stilato dall’azienda e trasmesso al Comune, emerge che il drastico calo del fatturato è dovuto in gran parte alla diminuzione di persone trasportate dalla funivia, nonostante il numero delle corse nel primo semestre del 2021 sia tornato quasi alla normalità. «I passeggeri trasportati sono stati 16.139», si legge nella determina dirigenziale, «mentre nel primo semestre 2020 erano stati trasportati 21.186 passeggeri, contro i 50.000 circa del 2019. È evidente quindi come, anche se si sono effettuate più corse, il numero di persone trasportate è stato nettamente inferiore all’esercizio precedente».

I RICAVI

Ciò ha comportato una netta riduzione del fatturato: nel primo semestre 2019 gli incassi erano stati pari a 516.157,43 euro, nel primo semestre 2020 pari a 219.054,55 euro, nel primo semestre 2021 scendono a 64.358,33 euro. Inoltre, mentre rimangono costanti le voci di ricavo relative al contratto di servizio con il Comune e il contributo regionale per il trasporto pubblico locale, si riducono anche i ricavi da fitti attivi (37.589 nel 2019, 10.408 nel 2020 e 0 nel 2021) e i ricavi dai fitti dei ponti radio (10.820 nel 2019 e nel 2020, 5.849 nel 2021). I ricavi totali del 2021 sono dunque pari a 548.078 euro, mentre nel 2019 erano stati pari a 1.021.226, e nel 2020 pari a 689.989 euro. La riduzione delle attività non ha fatto registrare un calo proporzionato delle principali voci di costo: 1.062.441 nel 2019, 1.005.671 nel 2020, 900.944 euro nel 2021.

LA VALUTAZIONE

«L’esercizio precedente», conclude la determina dirigenziale, «è stato chiuso in utile grazie agli interventi che il legislatore ha messo in campo in favore delle società che svolgono il servizio di trasporto pubblico e la ricezione sciistica. È ancora necessario ribadire che, finché non sia chiarita la situazione congiunturale e in attesa di un ritorno alla normalità, si ritiene indispensabile monitorare con estrema attenzione l’andamento del Ctgs e applicare la massima prudenza nella gestione della società».

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