cronaca

Ciuffini: «Con i marsicani match sempre agguerriti»

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l’ex portiere rossoblù 

L’AQUILA. Tra i portieri aquilani di maggior successo – e tra i migliori allenatori nel panorama giovanile – Carlo Ciuffini ha lasciato il segno nella storia del calcio del comprensorio. La sua…

di Pierluigi Trombetta

L’AQUILA. Tra i portieri aquilani di maggior successo – e tra i migliori allenatori nel panorama giovanile – Carlo Ciuffini ha lasciato il segno nella storia del calcio del comprensorio. La sua carriera parte proprio dalla squadra della sua città, in cui è cresciuto calcisticamente con il celebre portiere empolese Luciano Corsinovi (in rossoblù per tre anni) a fargli da chioccia.

«Lo presi come punto di riferimento», rivela Ciuffini, «diceva sempre che il Signore ci aveva dato un cervello e che lo dovevamo utilizzare, altrimenti nel calcio non vai avanti».

Classe 1947, oltre che all’Aquila, Ciuffini ha difeso la porta di Teramo, Chieti, Fucense di Trasacco e Penne, con cui ha avuto la fortuna di giocare assieme a Franco Oddo e a Tonino Grosso, padri dei campioni del mondo Massimo e Fabio. L’estremo difensore ha trascorsi anche fuori regione, come l’esperienza a Castellammare di Stabia e inoltre vanta delle convocazioni con la Nazionale dilettanti. Dal 1978 all’81 e poi dall’86 all’93 fu in rossoblù nel ruolo di preparatore dei portieri e di allenatore nel settore giovanile del capoluogo. Lasciata L’Aquila, iniziò a lavorare nell’Amiternum, assieme a Claudio Nardis e Giorgio Bettini e con Fausto Nardecchia direttore tecnico e Umberto Irti presidente. «L’Aquila a me ha dato tanto, nel calcio cercavo una rivalsa sociale e la ebbi. Anche grazie all’aiuto di Corsinovi appresi la mentalità da giocatore, per me fu un’esperienza fondamentale».

Tanti gli aneddoti raccontati, come quando «siccome L’Aquila faceva fatica a segnare, i dirigenti Giorgio Sansone, Gastone Seccia e Fulvio Moroni misero come premio una medaglia d’oro a chi faceva il primo gol dopo il lungo digiuno e alla fine a segnare fu Sergio Vatta. Inoltre, ricordo con affetto il massaggiatore Gaetano Centi, a cui dicevamo che portava l’acqua santa, visto che ogni volta che i giocatori subivano una contusione, lui gli passava dell’acqua fredda e tornavano a correre. C’è da dire che le società che si sono susseguite hanno sempre avuto delle difficoltà, al di fuori del periodo di Michele Passarelli».

Dal 2019 è partito un nuovo corso con a capo i tifosi, «fatto insolito perché non c’è in nessuna realtà, ma bisogna ringraziarli perché se non fosse stato per loro il calcio all’Aquila sarebbe scomparso. Si vede che tengono a questi colori».

Domenica al Gran Sasso-Acconcia c’è la partita delle partite del campionato di Eccellenza abruzzese con la squadra allenata da Federico Giampaolo che sfiderà l’Avezzano. I rossoblù sono dietro ai biancoverdi di una sola lunghezza e in caso di vittoria avverrebbe il sorpasso.

«Le marsicane sono sempre state agguerrite, sarà una gara sentita a si avvertirà sin dalle prime battute un forte agonismo», sottolinea l’ex portiere Ciuffini. «Spero che non ci siano incidenti e che sia un derby corretto e allo stesso tempo avvincente. Vero che in questo momento stanno emergendo i valori di tutte le formazioni, ma credo che sia ancora troppo prematuro capire chi tra L’Aquila e Avezzano sia la squadra più forte».

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