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Covid, i contagi tornano a salire Parruti: necessaria la terza dose 

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Ieri 106 nuovi casi. L’infettivologo: «Serve il richiamo a tutti: così il virus smette di circolare»

di Daniele Berardi

«Gli ultimi studi ci dicono che solamente la terza dose di vaccino anti Covid riesce a ridurre in modo rilevante la trasmissione del contagio, anche in forme leggere, e dunque l’aumento dei casi subirebbe una frenata con un ulteriore richiamo per tutti». Parola di Giustino Parruti, direttore del reparto di malattie infettive di Pescara, che intervistato ai microfoni di Rete 8 fa il punto sull’andamento della pandemia in Abruzzo, ma anche sull’importanza della terza dose che a breve potrebbe essere estesa anche ai cinquantenni e agli insegnanti.

I NUMERI E L’AUMENTOI nuovi positivi registrati in Abruzzo nelle ultime 24 ore sono 106. Sta continuando, dunque, la lenta crescita dei contagi in regione.

«L’incremento dei contagi con l’arrivo del freddo era atteso», spiega l’infettivologo, «ed è legato principalmente al fatto che la vita sociale al chiuso è ripresa a pieno regime e, proprio per questo motivo, la trasmissione del virus aumenta. Non dimentichiamo poi che la variante Delta è quasi 7 volte pìù contagiosa rispetto al ceppo originario del Covid. Gli bastano pochissime particelle per trasmettersi sia tra i non vaccinati, ma anche tra coloro, già immunodepressi, in cui il vaccino ha generato una risposta immunitaria (e di anticorpi) troppo debole».

Al momento, però, la crescita dei casi è decisamente minore rispetto ai ritmi dello scorso anno. Il 3 novembre 2020, infatti, i positivi registrati furono ben 601, sei volte di più rispetto ad oggi. «Prioritariamente è merito dei vaccini», spiega Parruti, «anche per quanto riguarda i ricoveri e gli ingressi in ospedale. In questo momento, infatti, l’unica parte d’Italia dove i servizi di rianimazione sono saturi è Trieste, dove nell’ultimo periodo si sono concentrate adunanze di non vaccinati che hanno causato un aumento importante dei nuovi contagi».

L’IMPORTANZA

DELLA TERZA DOSE Secondo Parruti, l’immunità al Covid aumenta vertiginosamente dopo aver fatto le due dosi di vaccino, ma gli ultimi studi spiegano perché è importante vaccinarsi con la terza dose: «Questi vaccini garantiscono una possibilità di non morire praticamente prossima al 100 per cento», sottolinea l’esperto, «mentre la probabilità di ammalarsi in modo rilevante e pericoloso non arriva al 30 per cento con la doppia dose. Diverso il caso della semplice infezione: anche con le due dosi, c’è una possibilità del 30-40% di contrarre il virus in forma lieve». Ed è proprio su questo aspetto che un eventuale terza iniezione andrebbe ad incidere. «Stimolando il nostro sistema immunitario con un ulteriore richiamo, possiamo ridurre anche l’infettabilità, e quindi il numero dei contagi». E questo indipendentemente dalle nuove varianti, Delta Plus compresa: «Perché i nostri vaccini hanno caratteristiche capaci di determinare anticorpi quasi universali».

Volendo sintetizzare, dunque, i vaccinati con due dosi non muoiono di Covid e non corrono il rischio di venire intubati. «Dopo la terza dose», aggiunge Parruti, «la probabilità di potersi infettare con un’infezione lieve da Covid scende vertiginosamente. Il vaccinato con tre dosi diventa refrattario all’infezione da Covid in forma lieve e, quando incontrerà il virus, non produrrà grossi sintomi».

LA SITUAZIONE

NEI REPARTI Nelle ultime 24 ore, inoltre, sono deceduti a causa del Covid 2 pazienti: un 80enne di Rocca di Mezzo e una 97enne di Teramo, che portano il totale dei deceduti per Covid, in Abruzzo dall’inizio della pandemia a 2564. Un anno fa erano stati 8 in un solo giorno e anche il numero dei ricoverati in area medica era decisamente più alto (429), così come quello dei ricoverati in terapia intensiva; 38.

Oggi, invece, sono 67 pazienti (+6 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 6 (-3 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1856 (-5 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 78664 dimessi/guariti (+106 rispetto a ieri).

«Grazie al vaccino», conclude Parruti, «pur avendo a che fare con una variante molto contagiosa non si finiscein ospedale. Anche perché ora stiamo utilizzando molto anche gli anticorpi monoclonali che, abbinati col farmaco “Rendesivir” in regime di day hospital, funzionano molto bene. A Pescara ne stiamo facendo largo uso e non abbiamo avuto peggioramenti dei casi in Rianimazione, tranne due, che tuttavia stanno migliorando. Posso dire che tutti e 4 gli attualmente ricoverati a Pescara, in intensiva, ce la faranno, pur essedo tutti non vaccinati. Così come a L’Aquila, dove 4 pazienti in terapia intensiva su 5 non sono vaccinati».

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