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Lo sciopero della raccolta rifiuti Il Comune: garantita la pulizia  

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L’assessore Del Trecco: il servizio sarà effettuato in strada per i cassonetti, ma non per il porta a porta I sindacati: chiediamo il rinnovo del contratto. Lunedì presidio in piazza Italia per incontrare il prefetto

di Flavia Buccilli

PESCARA. I servizi saranno assicurati, ma solo in parte. Disagi inevitabili, lunedì, per lo sciopero di 8 ore dei lavoratori che si occupano di servizi ambientali, cioè raccolta dei rifiuti e pulizia delle città. Il comune di Pescara rassicura i cittadini annunciando che sarà garantito «il ritiro dei rifiuti nei cassonetti stradali» (non il porta a porta). E questo avverrà attraverso gli addetti che «saranno precettati», fa sapere l’assessore comunale Isabella Del Trecco.

Le aspettative sulla riuscita dello sciopero sono alte, dopo le assemblee svolte nella «stragrande maggioranza delle aziende del settore», dice Massimo Di Giovanni della Fp Cgil citando alcune delle realtà attive in provincia di Pescara e cioè Ambiente, Rieco, Deco, EcoAlba, Diodoro, Formula Ambiente e Cosvega. «Riteniamo che il consenso ci sarà e il 10 novembre faremo un consuntivo. Speriamo in una grande adesione (gli addetti sono 350), considerato che il mancato rinnovo – da ben 27 mesi – del contratto collettivo nazionale, alla base della protesta, riguarda direttamente tutto il personale», prosegue il sindacalista ricordando che saranno garantire le prestazioni previste dalla legge. Proprio Di Giovanni sottolinea l’importanza del servizio svolto durate dalla pandemia da questo personale, «particolarmente esposto» al rischio Covid.

«Se non si chiuderà la partita, quello di lunedì sarà il primo sciopero di una lunga serie», dice Di Giovanni ricordando i motivi dell’astensione dal lavoro proclamata con da Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel (per l’intera giornata, su tutti i turni). I sindacati puntano «al contratto unico nel settore dell’igiene ambientale (partendo dai due contratti attuali, Utilitalia e Fise/Assoambiente), anche per evitare che vengano applicati contratti diversi dalle aziende che arrivano da fuori regione, come quelli delle cooperative sociali e multiservizi, che comportano una riduzione del 30% del salario, per i lavoratori». Un altro fattore fondamentale è quello della sicurezza. «Ci sono persone con più di 60 anni che svolgono un’attività fisica massacrante, il porta a porta» e non si può non tenerne conto, anche se «fino ad oggi le aziende ci hanno chiuso le porte in faccia». Gli fa eco Carlo Pozzi, della Fit Cisl, sottolineando che «con il porta a porta è aumentato il numero delle malattie professionali e degli infortuni. I dati sono sconcertanti, anche a Pescara. Chiediamo, quindi, la turnazione delle mansioni, ma da quando abbiamo annunciato lo sciopero, a settembre, non si è mosso niente». Lunedì, durante il presidio in piazza Italia (dalle 10), i sindacati contano di incontrare il prefetto Di Vincenzo.

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