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Strappo nella Lega, in 5 si autosospendono 

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Sono tutti consiglieri regionali e hanno scritto a Salvini. Contestata la gestione da parte di D’Eramo

di Monica Pelliccione

È strappo, in Regione, all’interno della Lega. Cinque consiglieri regionali – Manuele Marcovecchio, Simone Angelosante, Antonietta La Porta, Fabrizio Montepara e Antonio Di Gianvittorio – hanno inviato una lettera al leader Matteo Salvini, in cui viene contestata la gestione del partito da parte del vertice regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo. I consiglieri, che si sono autosospesi dal partito, decisione motivata con la necessità di avere «una pausa di riflessione», hanno però ribadito «pieno sostegno al governo regionale». Una spaccatura che rischia di far perdere pezzi al Carroccio, azionista di maggioranza del centrodestra che governa la Regione, e di rinforzare la “campagna acquisti” di Fratelli d’Italia, di cui è espressione il presidente della Regione, Marco Marsilio.

LA LETTERA

La motivazione della decisione assunta è chiara ed è tutta nelle poche righe inviate a Salvini, ma non al responsabile regionale della Lega, D’Eramo. «La politica è ascolto, fare e coltivare il bene comune. La politica è anche coerenza, nonché divenire e assunzione di responsabilità», scrivono Marcovecchio, Angelosante, La Porta, Montepara e Gianvittorio, «da qualche tempo accusiamo personali e condivise situazioni di disagio all’interno del partito cui abbiamo convintamente aderito, determinate da talune discutibili scelte e azioni di indirizzo politico amministrativo del segretario regionale. Avvertiamo, quindi, la necessità di assumere una pausa di riflessione, sospendendoci al momento dal gruppo e, nel contempo, ribadendo pieno sostegno al governo regionale. Il nostro vuole essere semplicemente un passo di lato, con il quale non intendiamo sbattere nel chiudere porte, rimanendo aperti e pronti a ogni utile confronto». Contattati dal Centro, Angelosante e La Porta hanno preferito non rilasciare altre dichiarazioni, rimandando al contenuto della lettera la scelta di prendere le distanze dal partito di riferimento.

EQUILIBRIO PRECARIO

La “fuga” dei cinque consiglieri leghisti rischia di destabilizzare il centrodestra che guida la Regione dal febbraio 2019 e di creare ulteriori fratture nella maggioranza di governo che ha davanti a sé ancora metà legislatura e che vede la Lega come primo partito con 10 seggi complessivi in consiglio su 17 e 4 assessori su 6. Un risultato frutto del 27,5% di consensi ottenuto alle elezioni regionali. Di contro, Fratelli d’Italia ha 4 consiglieri e Forza Italia due. I dissidenti, che potrebbero passare al gruppo misto, sono i consiglieri Marcovecchio, ex sindaco di Cupello, che è anche presidente della Seconda commissione Territorio, il teramano Di Gianvittorio, ex vicesindaco di Notaresco, presidente della commissione Immigrazione, il presidente della commissione Politiche europee, Angelosante, ex sindaco di Ovindoli, la sulmonese La Porta, e il chietino Montepara. Questi ultimi subentrati in consiglio per le nomine ad assessore di Emanuele Imprudente e Nicola Campitelli.

d’eramo: «LEGA SOLIDA»

Non si sbilancia più di tanto, il leader regionale della Lega, D’Eramo, che tiene a sottolineare i grandi temi su cui sta lavorando, in Abruzzo, il partito: economia, occupazione, sviluppo, crisi aziendali, emergenza sanitaria, sicurezza, agricoltura e ambiente: «La Lega in Abruzzo è concentrata a costruire la regione del futuro. Questo è il mandato che ci hanno consegnato gli elettori e a cui rimarremo fedeli. l lavoro prodotto è sotto gli occhi di tutti gli abruzzesi che sanno bene chi parla la lingua del fare e dell’operatività d’azione. La Lega sta lavorando e continuerà a farlo. Non ci faremo distrarre dalle alchimie di palazzo. Dove tutti lavorano per raggiungere un obiettivo, i risultati arrivano», conclude.

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