cronaca

Vendita online dei “Protocolli dei Savi di Sion”, esplode la polemica

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La casa editrice Segno si scusa: “Cambiamo subito”. Feltrinelli, che propone il libro sui suoi canali online, si giustifica: “Non è dipeso da noi”. Ma la polemica sulla ripubblicazione de “I protocolli dei Savi di Sion” –  testo chiave della propaganda antisemita  creato dall’Ochrana, la polizia segreta zarista,– e finito sugli scaffali del web senza nessuna frase a spiegare che si tratti di un falso documentale – non si placa. Tutto è cominciato con un tweet pubblicato ieri dalla comunità ebraica di Roma: “Ehi Feltrinelli attenzione. Davvero pensate si possa proporre i Protocolli dei Savi di Sion senza una nota che ne evidenzi la falsità? Così si favoriscono i teorici del complotto a danno dell’imprescindibile analisi storica”.  

Da quel momento un fiume di critiche che l’editrice Cristina Mantero, che due anni fa ha ereditato dal padre le Edizioni Segno, ha cercato di fermare spiegando che si è trattato di una svista e di essere disponibile “a specificare subito sul nostro sito e poi sui canali di vendita, di cui non possiamo controllare le tempistiche, che si tratta di un documento di cui è dubbia la veridicità”. Afferma però che “nella nota introduttiva al libro viene spiegato che I protocolli dei Savi di Sion “fin dall’inizio sono stati bollati di essere un geniale falso e le motivazioni pro e contro sono tante. Evidentemente nella descrizione della quarta di copertina, che è poi quella utilizzata dai canali di vendita, è sfuggito di aggiungerlo, ma possiamo specificarlo e rimediare subito”.

Spiega poi che la ripubblicazione del libro, uscito nel 2016, in catalogo da anni, “non voleva entrare nel merito della veridicità o falsità. Quello che interessava al curatore, Piero Mantero, mio padre, era vedere se le previsioni di un testo di 120 anni fa si erano concretizzate”. Chiamata in causa, la Feltrinelli ha invece ringraziato per la segnalazione, precisando però che “la descrizione del volume è di competenza esclusiva della casa editrice che lo ha pubblicato e non dei canali di vendita presso i quali questo risulta disponibile”.

Ma l’indignazione non si è fermata e sulla risposta di Feltrinelli è tornato su Facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, componente della commissione Cultura alla Camera. “Davvero – ha attaccato – una casa editrice con una tale storia può limitarsi a rispondere, come ha fatto ieri, che non è ‘propria competenza’ la descrizione dei libri in vendita, anche quando vengono propagandate palesi falsità che già hanno provocato dolorosissime tragedie?”

E i membri del Gruppo di Collaborazione parlamentare tra la Camera dei deputati e la Knesset, presieduto dal deputato Paolo Formentini (Lega) e composto dai deputati Emilio Carelli (Coraggio Italia), Emanuele Fiano (Pd), Paolo Lattanzio (Pd) e Andrea Orsini (FI) hanno sottolineato: “Constatiamo con rammarico che un’autorevole casa editrice come La Feltrinelli propone sui propri scaffali volumi come ‘I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’, considerato un libro chiave della propaganda antisemita”. “Sgomenta” l’ambasciata d’Israele a Roma ha spiegato che “questa notizia arriva dopo la recente scelta di ripubblicare il film di propaganda nazista ‘Suss l’ebreo’, anche questo senza alcuna contestualizzazione storica” e  ha invocato “la necessità di giungere presto alla piena implementazione della definizione di antisemitismo dell’IHRA, adottata dal governo italiano nel gennaio del 2020, com’è stato ribadito dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, in occasione dell’International Forum on Holocaust Remembrance and Combating Antisemitism svoltosi recentemente a Malmoe”.

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