cronaca

Ferito dalla motosega, indagato il cognato 

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Si tinge di giallo l’incidente di Bugnara: la Procura ordina accertamenti per ricostruire la dinamica

BUGNARA . Era stato trasportato d’urgenza da Sulmona all’Aquila con una profonda ferita alla testa. Inizialmente sembrava che l’uomo, un 65enne originario delle Marche che stava trascorrendo qualche giorno a casa di parenti a Bugnara, si fosse infortunato tagliando la legna con una sega circolare. Almeno questa è stata la prima versione dell’unico testimone presente al momento dell’infortunio. Non sembra esserne convinto il sostituto procuratore Edoardo Mariotti che sulla vicenda ha aperto un fascicolo per lesioni gravi, iscrivendo sul libro degli indagati il cognato del 65enne rimasto ferito, l’unico che era presente al momento del grave incidente. La Procura vuole vederci chiaro e accertare se si sia trattato davvero di un incidente fortuito oppure vi siano responsabilità da parte di terze persone. A tal propositi il pm Mariotti ha proceduto al sequestro dell’area dell’abitazione di Bugnara dove è avvenuto il fatto, compresa la sega circolare dove stavano tagliando la legna. Tutto è accaduto la mattina del 9 novembre. Da una prima ricostruzione dei fatti, fornita dal cognato ai soccorritori che sono arrivati sul posto per prestare i primi soccorsi al 65enne marchigiano, si è appreso che i due stavano tagliando la legna per fare il rifornimento per l’inverno, quando l’uomo sarebbe stato raggiunto in pieno volto da un pezzo di legno partito, sempre secondo il racconto del testimone, in modo accidentale nel corso delle operazioni di taglio. Ma nel racconto dell’uomo non tutto sarebbe stato chiaro, tanto che sarebbero state riscontrate alcune contraddizioni, ora al vaglio della Procura. Intanto, le condizioni del 65enne sono leggermente migliorate. Gli inquirenti aspettano che l’uomo venga dichiarato fuori pericolo per sapere da lui quello che è successo. Subito dopo il ricovero in ospedale, i medici del reparto maxillo-facciale del San Salvatore dell’Aquila sono intervenuti chirurgicamente sulle gravi ferite riportate dall’uomo sul volto e alla testa. Ma la prognosi resta riservata. (c.l.)

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