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Così i malati possono fare autotrasfusioni

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PESCARA . Garantire non solo l’autonomia e l’indipendenza dei malati verso i presidi ospedalieri durante gli incidenti emorragici, ma anche tempestività di intervento e dunque maggiore efficacia del…

PESCARA . Garantire non solo l’autonomia e l’indipendenza dei malati verso i presidi ospedalieri durante gli incidenti emorragici, ma anche tempestività di intervento e dunque maggiore efficacia del trattamento. È l’obiettivo della delibera di giunta regionale, approvata nell’ultima seduta su proposta dell’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, che detta le linee di indirizzo per l’organizzazione di corsi di addestramento, rivolti a persone affette da malattie emorragiche congenite (Mec) e ai loro assistenti, finalizzati al rilascio dell’autorizzazione al trattamento infusionale domiciliare. Per la sanità abruzzese è indubbiamente un significativo passo in avanti su un percorso che in futuro può essere esteso anche ad altre patologie affrontabili in casa e direttamente dal paziente. Le malattie emorragiche congenite sono patologie rare ed ereditarie, caratterizzate dal deficit di una proteina plasmatica necessaria per la coagulazione del sangue. Nella rete regionale delle malattie rare, le Mec sono in carico a strutture dedicate degli ospedali di Pescara e Chieti, che hanno anche il compito dell’educazione sanitaria dei propri assistiti.

«Tra questi», spiega l’assessore regionale alla Sanità, «c’è proprio l’addestramento dei pazienti (o dei loro caregiver, cioè dei familiari che li assistono nel loro difficile percorso), al trattamento infusionale domiciliare, che si basa sulla somministrazione endovenosa da parte del paziente stesso, senza la presenza di personale medico o infermieristico. La capacità di auto-trattamento rappresenta un elemento di sicurezza per la precocità dell’intervento, oltre a una grande conquista di libertà e fiducia in se stesso per chi è colpito dalle Mec».

I percorsi formativi gratuiti saranno predisposti dai presidi della rete, sulla base delle determinazioni di un’apposita commissione costituita nella Asl. Il corso sarà svolto da personale medico e paramedico, con una esperienza specifca nella cura delle malattie della coagulazione e nelle tecniche trasfusionali. (c.s.)

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