cronaca

Delitto D’Amico, l’udienza slitta a dicembre 

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Indisposizione della presidente della Corte d’Assise. L’accusa a Paolucci si basa su una traccia di Dna

L’AQUILA. È stato rinviato al 15 dicembre per un problema personale della presidente della Corte di Assise il processo a carico di Gianmarco Paolucci, il giovane (25 anni) di Bagno – che lavorava come macellaio in un supermercato – accusato di aver ucciso il 23 novembre del 2019 Paolo D’Amico, 55enne dipendente dell’Asm. L’omicidio si consumò nella casa di D’Amico (colpito più volte con uno scalpello e con una “mazzetta”). L’edificio si trova in una zona isolata nei pressi della frazione aquilana di San Gregorio (anche se il Comune è Barisciano).

Paolucci è stato arrestato un anno e tre mesi dopo il fatto (nel febbraio di quest’anno) e ad accusarlo c’è la traccia del suo Dna trovato sui pantaloni (all’altezza delle caviglie) di Paolo D’Amico. La Corte d’Assise è presieduta da Alessandra Ilari affiancata da Niccolò Guasconi e da sei giudici popolari. Il pubblico ministero che sostiene l’accusa è Simonetta Ciccarelli. I legali di Paolucci sono Mauro Ceci e Antonio Milo, mentre per la parte civile (madre e fratello della vittima) c’è l’avvocato Francesco Valentin. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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