cronaca

Lo spettacolo della lunga eclissi lunare del 19 novembre (che però dall’Italia si è visto poco)

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In Italia, chi questa mattina è rimasto con il naso all’insù, se ha avuto fortuna è riuscito a intravedere al massimo una sfuggente zona di penombra. Una piccola percezione a ricordo di una eclissi parziale di luna da record, la più lunga del utimi 580 anni. L’ultima parziale così duratura risale infatti al 18 febbraio 1440.

Questa mattina, dalle 8.19 alle 11.47, quasi tutto il disco lunare (97%) è rimasto immerso nel cono d’ombra della Terra. Uno spettacolo – con la luna dalle sfumature rosse –  visibile soprattutto in Nord America, Australia, Sudamerica o in diverse aree dell’Oceano Pacifico, ma poco osservabile dall’Italia, dove comunque sono le regioni più a nord-ovest ad aver avuto qualche debole speranza di poter notare l’eclissi parziale.

Se il fenomeno è stato scarsamente osservabile fissando il cielo, lo spettacolo è stato comunque garantito da una diretta online organizzata dal Virtual Telescope che ha offerto in streaming agli appassionati le varie fasi dell’eclissi.

Come aveva anticipato l’Unione Astrofili Italiani, all’alba del 19 novembre “la luna piena sarà però molto bassa sull’orizzonte occidentale, prossima al tramonto, mentre il cielo si sta schiarendo per l’imminente sorgere del Sole” ricordando però che  “in orario serale non si vedrà nessun fenomeno connesso all’eclissi”.

La fase massima dell’eclissi è stata raggiunta intorno alle 10 del mattino e la luna piena osservata è chiamata “Miniluna” (o Microluna) a indicare una luna piena prossima all’apogeo,  alla massima distanza dalla Terra.

 Anche per questo, vista la distanza, l’eclissi parziale è risultata così lunga. Con il nostro satellite che si muove più lentamente, e  dunque impiega più tempo per attraversare il cono d’ombra della Terra, quella che si è appena verificata è stata una eclissi parziale durata quasi 3 ore e 28 minuti, ben di più –  per dare un’idea – di quella avvenuta in maggio che durò 2 ore e 53 minuti.

Fra le curiosità, l’Unione Astrofili italiani ricorda infine che “la luna appare leggermente più piccola: fotografandola, sarà possibile confrontarla con immagini delle “superlune” del passato, mettendo in evidenza la differenza del diametro apparente del disco lunare. Ricordiamo che la differenza tra massimo e minimo del diametro della Luna è pari a circa il 14%”.

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