cronaca

Sparito da sei anni, appello dei familiari 

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L’ultima volta Agostino Bavone fu visto a Pescara da un uomo di Luco. La nipote Consilia: «Aiutateci a sapere la verità»  

di Federica Di Marzio

LUCO DEI MARSI. «Sono sei anni che viviamo nell’incertezza e ogni volta che squilla il telefono speriamo in una buona notizia». A sei anni dalla misteriosa scomparsa di Agostino Bavone, la famiglia del muratore originario di Luco dei Marsi ha lanciato un nuovo accorato appello attraverso la trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”.

L’APPELLO DELLA NIPOTE

«In questi lunghi anni le nostre vite inevitabilmente sono dovute andare avanti», dichiara la nipote Consilia Bavone con la voce rotta dal pianto, «ma noi non smetteremo mai di cercarlo: la speranza della sorella, dei fratelli e di noi nipoti è che lui stai bene e si sia rifatta una vita da qualche parte e presto torni a casa. Quando vado in vacanza mi guardo sempre intorno», racconta la donna al Centro, «cercando nei volti delle persone che incontro per strada quello di mio zio. L’altro ieri sono trascorsi sei anni dalla sua scomparsa e forse oggi il suo viso potrebbe essere anche cambiato, a volte mi sforzo per cercare di immaginare che aspetto avrebbe oggi».

LA SCOMPARSA

Sono trascorsi due anni dall’ultima segnalazione quando una telefonata alla trasmissione condotta da Federica Sciarelli aveva riacceso, seppur per pochi istanti, le speranze dei familiari che non hanno mai smesso di cercarlo. Dopo l’appello rilanciato dal programma di Rai 3, una telespettatrice aveva segnalato a Gaeta la presenza di un uomo simile ad Agostino, purtroppo però le immediate e dovute verifiche avevano rivelato che si era trattato solo di un falso allarme, gettando di nuovo ombre sull’inspiegabile sparizione. Un giallo lungo sei anni, iniziato un lunedì d’autunno al bar Gran Caffè di Avezzano dove l’uomo fu visto per l’ultima volta intorno alle 7 del 16 novembre 2015. Delle indagini si occuparono i carabinieri di Luco dei Marsi, ai quali i familiari del muratore avevano presentato denuncia di scomparsa. Dalle celle telefoniche e dai pagamenti bancomat, gli investigatori riuscirono a tracciare gli spostamenti di Bavone prima a Roma e poi a Pescara dove fu anche riconosciuto da un compaesano di Luco. Due anni fa la prefettura ha inviato una richiesta di informazioni. Poi il silenzio.

L’ULTIMO AVVISTAMENTO

A Pescara, dunque, l’ultimo avvistamento dell’allora 53enne, prima di sparire nulla. Il suo cellulare risultò spento già dalla sera della scomparsa: l’ultima cella telefonica agganciata fu quella di Cappelle sul Tavo, mentre i movimenti sul suo conto corrente si protrassero fino al 20 novembre. Ma che cosa è accaduto a Bavone? Al momento della scomparsa il muratore era in cura al Centro di igiene mentale di Avezzano e in città condivideva un appartamento insieme ad altri ragazzi assistiti dalla struttura sanitaria. Il giorno in cui ha fatto perdere le sue tracce erano stati gli stessi coinquilini a riferire di una lite avvenuta per futili motivi che, probabilmente, aveva spinto Bavone ad allontanarsi dall’alloggio. Ma come e perché si sia recato a Roma e sulla costa abruzzese resta ancora un mistero. Dopo sei anni la sorella, i due fratelli e i nipoti hanno deciso di lanciare un ennesimo accorato appello: «Chiediamo aiuto a chiunque, chi sa che cosa è accaduto al nostro Agostino si metta in contatto con le forze dell’ordine o con il programma Chi l’ha visto?».

Il giorno in cui è sparito Agostino indossava un giubbotto nero, jeans, scarpe nere e occhiali da vista con montatura in metallo.

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