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Assegno unico per chi ha figli Guida facile per richiederlo 

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Entrerà in vigore da gennaio 2022: è un’erogazione mensile che va da 85 a 175 euro 

di Monica Pelliccione

Entrerà in vigore dal prossimo anno il nuovo Assegno unico universale, il sussidio erogato in favore di chi ha figli, dal settimo mese di gravidanza fino al 21esimo anno di età.

La nuova misura, approvata dal Consiglio dei ministri, andrà a inglobare tutti i vari benefici dello stesso tipo già esistenti. Il sussidio consisterà in un’erogazione mensile fino a 175 euro, che scenderà a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni. L’importo pieno andrà a chi ha un Isee fino a 15mila euro.

Per chi ha redditi superiori, l’assegno scenderà progressivamente fino a 50 euro, 25 euro per i figli maggiorenni, per Isee superiore a 40mila o per chi non lo presenta. Previste maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili, al reddito e al lavoro di entrambi i genitori. La domanda andrà presentata all’Inps dal 1° gennaio 2022.

A CHI SPETTA.

L’assegno è riconosciuto «per ogni figlio minorenne a carico» e per i nuovi nati «a partire dal settimo mese di gravidanza» e non avrà limiti di età per i figli disabili. Sarà erogato in favore del genitore che fa la domanda o «a richiesta anche successiva, in pari misura tra i genitori». In caso di affidamento esclusivo «l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato».

La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, affinché, in questo modo, possano richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno prevista. La richiesta per ottenere l’Assegno unico universale va presentata all’Inps e può essere inoltrata tramite il portale web, entrando nell’area del sito con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns) e pin.

FIGLI MAGGIORENNI.

Per vedersi riconosciuto l’assegno anche dopo i 18 anni il figlio maggiorenne deve frequentare un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, svolgere un tirocinio o avere un lavoro con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, essere registrato come disoccupato o in cerca di un lavoro nei servizi pubblici per l’impiego oppure svolgere il servizio civile universale.

Il nuovo assegno unico terrà conto delle famiglie numerose: a partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee. Sotto i 15mila si avrà il massimo del beneficio, mentre il minimo (50 euro) andrà a chi supera i 40mila euro annui. Sarà prevista, inoltre, una maggiorazione forfettaria da 100 euro al mese per i nuclei con quattro o più figli.

GENITORI CHE LAVORANO.

Prevista un’ulteriore maggiorazione di 30 euro al mese per ciascun figlio se entrambi i genitori lavorano, che diminuisce al crescere dell’Isee fino ad azzerarsi oltre i 40mila euro. Mentre altri 20 euro al mese per ciascun figlio arriveranno alle mamme under 21, indipendentemente dall’Isee.

I nuclei che superano i 40mila euro di Isee riceveranno 50 euro al mese con un figlio, 100 euro con due figli, 165 euro mensili con tre figli fino ad arrivare alla cifra di 330 euro con 4 figli.

Anche in questo caso vanno aggiunti i 20 euro a figlio se la mamma ha meno di 21 anni, mentre non si avrà alcuna maggiorazione se entrambi i genitori lavorano. Ma c’è un’altra novità: l’Assegno unico universale sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o in ricerca di un’occupazione da più di sei mesi.

Tra i requisiti è prevista anche la residenza in Italia «da almeno due anni, anche non continuativi ovvero la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale», oltre al domicilio e al pagamento delle tasse in Italia.

FIGLI DISABILI.

Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico sempre, senza limiti di età dei figli con disabilità. Sono state introdotte, inoltre, specifiche maggiorazioni in base alla disabilità e all’età dei figli. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più in caso di non autosufficienza, 95 euro al mese in più in caso di disabilità grave e 85 euro in più per disabilità considerata media. In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni l’assegno sarà di 50 euro al mese in più, che si vanno a sommare all’assegno previsto tra i 18 e i 21 anni, mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee: i redditi più bassi, con Isee fino a 15mila euro, avranno un assegno di 85 euro al mese che si ridurrà gradualmente fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro annui.

ASSEGNO UNICO AUTOMATICO.

La domanda va presentata all’Inps, ma i beneficiari del Reddito di cittadinanza non dovranno inoltrare alcuna richiesta: sarà l’Istituto di previdenza a corrisponde l’assegno in automatico. L’importo di quanto sarà erogato dall’Inps «congiuntamente e con le modalità con cui viene erogato il Reddito, sarà calcolato sottraendo da quanto spetta per l’assegno unico la quota del reddito di cittadinanza relativa ai figli minori parte del nucleo familiari, calcolata a sua volta sulla base della scala di equivalenza del reddito».

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