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Insulti su Facebook a Di Pasquale, 10 condannati per diffamazione 

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Sotto accusa i commenti durante le elezioni: ora i cittadini dovranno pagare multe da 300 a 450 euro Ma il collaboratore del sindaco non si ferma: «Chiederò i danni civili e darò tutto in beneficenza»

di Arianna Iannotti

CHIETI. Insulti e offese via Facebook si pagano. Nel vero senso della parola. Il tribunale di Chieti ha condannato dieci persone al pagamento di somme che vanno dai 300 ai 450 euro per le offese alla reputazione di Fabio Di Pasquale, all’epoca tra i più accesi sostenitori del polo civico dell’attuale vicesindaco Paolo De Cesare e poi diventato componente dello staff del sindaco Diego Ferrara. Il giudice Luca De Ninis ha emesso un decreto di condanna nei confronti di tutte le dieci persone che Di Pasquale ha querelato per diffamazione. Si tratta di sei uomini e quattro donne, otto di Chieti e due residenti a Ripa Teatina e Francavilla al Mare, di età compresa tra i 29 e i 64 anni. All’epoca – tra l’ultimo periodo di campagna elettorale e il primo momento dell’insediamento della nuova amministrazione – il dipendente comunale è stato fatto oggetto di quella che il giudice ha ritenuto essere una campagna diffamatoria «con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi del mezzo di pubblicità della rete telematica». E dunque il mezzo social, anziché essere terra di nessuno, è diventato, invece, un aggravante. A un anno di distanza, Di Pasquale ottiene adesso la sua rivincita e non si accontenta della condanna penale perché è pronto a continuare la battaglia giudiziaria anche a livello civile chiedendo un risarcimento per i danni morali subiti. «Non ho intenzione di fermarmi», annuncia, «e tutti i soldi che riuscirò a ottenere ho intenzione di devolverli in beneficenza».

Tra i dieci condannati le posizioni più pesanti sono quelle di due persone, un 51enne e un 57enne entrambi di Chieti Scalo, che sono stati condannati al pagamento di una multa di 450 euro ciascuno. Tutti gli altri (una 50enne scalina, un 46enne di Madonna degli Angeli, un 54enne del Levante, una 64enne scalina, un 29enne di San Martino, una 58enne di Chieti alta, un 41enne di Ripa Teatina e una 53enne di Francavilla al Mare) dovranno pagare, invece, una multa di 300 euro ciascuno. «Ho sempre utilizzato molto i social», dice Di Pasquale che è anche l’amministratore di una popolare pagina, Chieti su Facebook, dedicata alla città con 21.955 iscritti, «ma, pur sostenendo in maniera accesa le mie posizioni, non ho mai offeso o insultato qualcuno. Come invece è stato fatto con me. E ora che il tribunale mi ha dato ragione in sede penale, andrò avanti anche in sede civile. I soldi che riuscirò a ottenere serviranno sicuramente per una buona causa».

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