cronaca

La petizione per la statua piace ai Taccone 

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Il figlio del Camoscio d’Abruzzo: l’iniziativa ci riempie di orgoglio, bene la collocazione a piazza Cavour

AVEZZANO. La famiglia Taccone plaude alla petizione per risistemare la statua dedicata al “Camoscio d’Abruzzo”. A sette anni dal furto dell’opera in bronzo dedicata a Vito Taccone è partita dai cittadini la volontà di raccogliere le firme e chiedere al Comune di ristrutturarla e sistemarla a piazza Cavour. La statua, realizzata dall’artista Bruno Morelli e voluta dall’amministrazione Floris, fu inaugurata nell’ottobre del 2012, rubata dopo due anni e poi ritrovata e sistemata in un deposito del Comune dove ancora si trova. Nei giorni scorsi Nazzareno Di Matteo, imprenditore sportivo, ed Eleonora Morelli, scultrice e figlia del maestro Bruno, hanno lanciato una doppia petizione cartacea e virtuale, che ha trovato subito l’approvazione dei Taccone. «Come famiglia siamo contenti perché si ricorda sì il ciclista, ma anche l’uomo e quindi mio padre», ha spiegato l’imprenditore Cristiano Taccone, figlio di Vito, «non solo per la nostra famiglia, ma per tutta la città è un esempio sia per le imprese che ha compiuto nel mondo dello sport, sia per quello che ha rappresentato per Avezzano. Il fatto che la petizione sia partita dalla gente, poi, per noi è un ulteriore motivo d’orgoglio. In questi giorni in tanti si stanno recando in piazza Cavour e si stanno collegando al sito Change.org per dare la loro adesione alla petizione e chiedere al Comune di recuperare la statua di Taccone. Secondo una prima stima per risistemarla serviranno almeno 15mila euro necessari per il cambio del piedistallo, la patinatura e altre piccole accortezze. A mio avviso non si tratta di una questione economica ma di volontà politica», ha continuato Taccone, «sono contento come figlio perché c’è movimento e la gente sta testimoniando che vuole ricordare lo sportivo e l’uomo. Finora la politica ha nicchiato e questo mi dispiace perché si tratta in ogni caso di un bene pubblico che dovrebbe essere restituito alla città. Un po’ come il velodromo, nel quale ora si stanno effettuando interventi di ristrutturazione, il mio auspicio da cittadino è che i lavori vengano fatti bene perché è un simbolo per Avezzano e porta il nome di mio padre». Per quanto riguarda la collocazione della statua Taccone ha ricordato che «il Salviano era perfetto perché mio padre era forte in salita e poi era un punto di passaggio. Lì però è stata rotta e ciò potrebbe accadere di nuovo. Allora meglio piazza Cavour dove mio padre è nato». (e.b.)

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