cronaca

Stazioni semideserte in attesa dello sbarco del treno veloce 

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Da San Gregorio a Sassa Nsi passando per Campo di Pile Ecco i lavori già realizzati: tutto nuovo, ma niente utenti

di Enrico Nardecchia

L’AQUILA. L’Aquila aspetta l’ennesimo treno. Spera che arrivi in orario. Il binario della progettazione del tracciato ferroviario è ora percorso dal centrodestra, ma l’iniziativa viene rivendicata da 5 Stelle e Pd. E intanto lo scenario delle stazioni ferroviarie messo a punto sul territorio a Est e a Ovest del capoluogo – cestini puliti, macchinette obliteratrici nuove, segnaletica innovativa, ma di fatto senza utenti – restituisce un’immagine nebulosa su quello che verrà.

POLITICA DIVISA

Sono passate appena 24 ore dall’annuncio, da parte del presidente della Regione Marco Marsilio (insieme al collega marchigiano Francesco Acquaroli e «raccogliendo le sollecitazioni dei sindaci dell’Aquila Pierluigi Biondi; di Rieti Antonio Cicchetti e di Ascoli Piceno Marco Fioravanti») dell’emendamento alla legge di Bilancio che prevede lo stanziamento di 40 milioni che in futuro potrebbe portare a un collegamento ferroviario con Roma nell’ordine di un’ora di percorrenza. E la strada da fare è ancora tanta. L’onorevole reatino Fabio Melilli, vicepresidente del gruppo parlamentare Pd alla Camera, reagisce così alla presentazione dell’emendamento per la ferrovia dei due mari. «È la prima volta, da quando sono parlamentare, che assisto a un annuncio di una presentazione di un emendamento pressoché identico a una legge approvata e finanziata per gli stessi quaranta milioni e per gli stessi interventi. Come noto, ho presentato un emendamento per un progetto definitivo della Rieti-Roma e per lo studio di fattibilità dei collegamenti tra Ascoli e L’Aquila, emendamento già approvato e quindi già legge dello Stato per la somma di 40 milioni di euro già nella disponibilità di Ferrovie. Se poi il governo sarà così buono da darci altri 40 milioni per gli stessi interventi sarò il primo a rallegrarmi, ma credo che questo sia difficile». Rincara la dose il Movimento 5 Stelle che rivendica l’azione dei parlamentari Mauro Coltorti, Roberto Cataldi, Giorgio Fede e Gabriele Lorenzoni sul progetto della Ferrovia Salaria parlando di «40 milioni dal dl Sostegni per il progetto della tratta Roma-Rieti e gli studi di fattibilità per il collegamento Roma-San Benedetto del Tronto passando per Ascoli Piceno e le zone del sisma». Ma senza passare per L’Aquila, almeno dal tracciato ipotizzato. A meno che non si voglia riannettere Antrodoco al territorio aquilano. Insomma, un bel rompicapo.

STAZIONI VUOTE

L’immagine attuale della tratta Sulmona-L’Aquila-Rieti-Terni, nell’attraversamento della città, restituisce un quadro piuttosto desolante. Nonostante i cospicui investimenti e le inaugurazioni – risalenti ormai a quattro anni fa – delle stazioni di Sassa Nsi, Campo di Pile, Bazzano e San Gregorio, nell’ambito di un protocollo d’intesa tra ministero, Regione e Ferrovie, in sinergia con il Comune dell’Aquila e il suo piano per la mobilità, per interventi di viabilità urbana tesi a realizzare una sorta di metropolitana leggera lungo l’Aterno, le fermate sono a tutt’oggi ancora scarsamente utilizzate dall’utenza. L’investimento di Rete ferroviaria italiana, che ha curato la progettazione delle opere, si affianca al protocollo (2,2 milioni) sottoscritto nel 2019 per il riordino funzionale e la riqualificazione delle aree esterne alla stazione ferroviaria dell’Aquila.

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