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L’AQUILA: “GUSTO E TRADIZIONE” COMPIE UN ANNO, “C’E’ ANCORA BISOGNO DEL NEGOZIETTO DI QUARTIERE”

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L’AQUILA – Compie oggi, domenica 21 novembre, un anno di attività “Gusto e Tradizione” dell’Aquila, piccola e fornitissima bottega “di una volta” che si trova in via Colombo Andreassi, nel popoloso quartiere di Santa Barbara, dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato.

Un anno di grande lavoro, come sempre, per le titolari Alessandra Carratelli e Antonella Mazza, rispettivamente di Aragno e di Pizzoli, che hanno deciso, in piena emergenza Covid-19, di aprire il classico negozio di quartiere dopo aver lavorato insieme come banconiste per tanto tempo, nonostante la giovane età. Come a voler dimostrare – e ci stanno riuscendo – che è ancora possibile servire non dei semplici clienti che comprano generi alimentari ed altro e se ne vanno, ma delle persone che in poco tempo diventano volti familiari con cui si stabilisce un rapporto di fiducia, diretto e sincero.

“Ci siamo imbarcate in questa ‘avventura’ – spiega Alessandra Carratelli ad AbruzzoWeb – e dopo un anno possiamo dire di aver conquistato la fiducia di una bella e numerosa clientela. Che poi è la clientela che ha ed avrà sempre bisogno del negozietto di quartiere, quello che si raggiunge anche a piedi, in poco tempo, per acquistare prodotti soprattutto italiani e del territorio, grazie al rapporto ormai consolidato con i produttori locali, a prezzi assolutamente onesti. E dove si possono ancora fare quattro chiacchiere in serenità”. “All’inizio avevamo pensato di aprire un negozietto in centro storico – racconta – ma poi ci siamo accorte di questo locale in via Colombo Andreassi, in un quartiere pieno di gente e di altre piccole attività commerciali. E ci siamo rese conto che avremmo potuto fare bene qui”.

“Abbiamo la consapevolezza di vivere un periodo storico molto difficile per le piccole imprese e non solo per la pandemia Covid – ammette Carratelli –. E, forse, continuiamo a resistere proprio per questo. Per noi, ogni euro guadagnato significa sudore da mattina a sera, qualcosa che ci rende orgogliose di rappresentare un settore che nonostante tutto vuole continuare ad esistere. Sarebbe bello se le istituzioni capissero che non ci sono solo le grandi catene, ma pure noi che non abbiamo mai smesso di credere che l’economia sana può essere quella che ha reso grande l’Italia. Un tempo c’era spazio per le piccole imprese. Lavoravamo, nel nostro piccolo, tutti, ognuno con la propria competenza. E questo concetto lo stanno riscoprendo in tanti”.

“Chi viene a fare la spesa da noi – conclude – sa che può comprare, bene, tutto l’essenziale, dal pane, alla pasta, al latte, agli affettati, alla frutta, eccetera. E sa che può contare su noi due anche per lasciarci le chiavi di casa da consegnare a un parente. Significa che la fiducia c’è ed è una bellissima sensazione. Vuol dire che i rapporti umani vanno ‘solo’ coltivati. Noi, del resto, non abbiamo mai trattato i clienti solo come tali. Ci chiamiamo per nome, ci riconosciamo e ci vogliamo bene”. (red.)

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